Il Cardinale ha celebrato la Santa Messa sul sagrato della chiesa dei Santi Fermo e Rustico. Al momento solenne, che ha concluso le celebrazioni per i 400 anni della riconsacrazione della chiesa (1615-2015), sono intervenuti moltissimi fedeli, oltre alle autorità civili locali

Cesana Brianza

«Siamo responsabili della nostra fede in ogni circostanza e in ogni rapporto quotidiano: di questo ha bisogno il mondo, la famiglia umana». Sabato 29 agosto il cardinale Scola ha celebrato la Santa Messa sul sagrato della chiesa dei Santi Fermo e Rustico di Cesana Brianza (Lecco). Al momento solenne, che ha concluso le celebrazioni per i 400 anni della riconsacrazione della chiesa (1615-2015), sono intervenuti moltissimi fedeli, oltre alle autorità civili locali.

«Noi lasciamo le nostre case e ci lasciamo con-vocare – ha detto nell’omelia l’Arcivescovo -, chiamare insieme da Gesù, il quale si offre a noi nella santa Eucaristia realizzando quel miracolo straordinario sottolineato con forza dai grandi padri della Chiesa. Mentre noi mangiamo un alimento per sostentarci assimiliamo questo alimento, ma nel caso dell’Eucaristia succede il contrario: è colui che è diventato cibo di vita piena e vera che si dona a noi come alimento che ci trasforma in lui».

«Così – ha proseguito il Cardinale – noi diventiamo realmente una cosa sola, una comunità, la Chiesa, fenomeno che non annulla la singola personalità e non riduce la potenza originale di affezione di lavoro che caratterizza ciascuno di noi in un modo unico e irripetibile. Ma fa concorrere le nostre persone dentro il sacramento grande della Chiesa santa di Dio».

Una Chiesa «che attraversa la storia, spesso provata soprattutto in questo tempo, ma che continua a porsi se ognuno di noi tratta un caso serio che Gesù parla a te nella liturgia. Allora diventa un fare bene a favore di tutta la famiglia umana, anche in una società che ormai è diventata plurale come la nostra, con gente con una diverse visioni della vita, che però è chiamata a vivere insieme».

Un Pane che trasforma l’esistenza: «Il nostro incontro intorno alla mensa eucaristica deve cambiare qualcosa della nostra vita. Non possiamo essere qui solo per un rito esteriore, perché il culto cristiano non è la celebrazione di un rito esteriore, ma è il dono totale della propria vita a imitazione di Gesù».

Oltre il formalismo: Scola ha sottolineato che «la Parola di oggi è un richiamo potente alla nostra responsabilità. La fede è il caso serio della vita, è il criterio che detta la modalità per affrontare tutta la realtà complessa e armonica dell’esperienza umana. Siamo diventati più seri nel partecipare all’Eucaristia, ma pare che siamo ancora troppo esteriori nella nostra forma, come se Gesù non prendesse nel nostro quotidiano il peso che gli tocca, di colui che mi redime dal peccato».

Un monito rivolto a tutti i credenti di abbandonare l’esteriorità, ma farsi trasformare il cuore per trasformare la propria vita: «Noi cristiani di oggi – ha affermato il Cardinale – partecipiamo ancora in una misura accettabile alla Eucaristia domenicale e in essa si vede l’esistenza di un senso di fede, ma lo portiamo poi nel nostro quotidiano, con il cuore cambiato nelle nostre famiglie, nel modo di vivere i rapporti di tutti i giorni: mangiare insieme, discutere i problemi, affrontare le piccole e grandi incomprensioni, le fatiche nei modi di tirare su i figlioli, nella capacità di ospitalità e apertura verso chi è nel bisogno, nella partecipazione all’edificazione di una vita sociale che sia una vita buona. Oppure noi seguiamo nei criteri di giudizio ciò che la mentalità dominante attraverso i media ci propone e il nostro cuore si perde ad inseguire nozioni imparaticce, ci dividiamo spesso e litighiamo magari anche dentro la comunità cristiana, dimenticando la potenza di Gesù che nel sacramento ci rende un corpo solo e un’anima sola».

Allora per Scola occorre imboccare «la strada dell’umiltà, che non è non esprimere il proprio giudizio, ma fare tutto questo nell’armonia nell’avere gli stessi sentimenti di Gesù, tutte le volte ricevendo la misericordia del Padre soprattutto nell’Eucaristia domenicale, riconoscere che senza quell’abbraccio saremmo preda di noi stessi».

Al termine della Messa l’Arcivescovo ha inaugurato la mostra degli arredi sacri, oggetti liturgici della chiesa di Cesana, e il concorso di idee indetto dalla parrocchia. La mostra è stata allestita proprio nei locali sede del Seminario minore diocesano ai tempi di san Carlo Borromeo, adiacenti alla chiesa.

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