L’Arcivescovo, a margine del Pontificale, ha risposto alle domande dei giornalisti riguardo all’anima che la metropoli deve ritrovare. «Sull’anima di Milano nessuna discrepanza con Pisapia»

di Annamaria BRACCINI

immacolata 2014

«Nessuna discrepanza. Il sindaco ha voluto mostrare i germi positivi che anche io peraltro ho rilevato e che sono presenti nella nostra metropoli. Forse, quando parlo di anima ho un pensiero più filosofico, ma l’anima è ciò che tiene in unità le diverse articolazioni del corpo. In questo senso, ritengo che Milano sia ancora troppo frammentata e che, quindi, abbia bisogno di un’anima che ho chiamato un nuovo umanesimo, quale fattore unificante».
Dice così il cardinale Scola, a margine del Pontificale dell’Immacolata, rispondendo ad alcune domande dei giornalisti, dopo le reazioni del sindaco Pisapia al Discorso alla Città.
«Il sindaco vede la cosa da un punto di vista più sociale politico – continua l’Arcivescovo – io da un punto di vista più generale, perché resto convinto che il nostro rischio di uomini contemporanei sia lo spiritualismo astratto. 
Quello per cui quando si parla di talune categorie come vita buona, nuovo umanesimo, “uomo al centro”, si pensa a qualcosa, appunto di astratto, mentre si tratta di questioni concrete e decisive. Senza la ricerca dell’altro che può dare qualcosa di nuovo, senza apertura, dialogo, accoglienza, costruzione comune, allora non saremo una nuova Milano. Non è un particolare», conclude Scola.

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