L’odierna messa alla parrocchia S.s. Nereo e Achilleo, presieduta dall’Arcivescovo, ha suggellato la fine dei restauri alla cupola e al tiburio e si è conclusa con la consegna ai fedeli delle “Linee guida per la pastorale parrocchiale”. In seguito, il Cardinale ha pregato con i bambini malati di tumore, ospiti di Casa Amica onlus

di Simona BRAMBILLA

SS Nereo e Achilleo

«Carissimi fedeli voglio anzitutto dirvi che sono lieto di poter celebrare insieme a voi il gesto più importante di tutti: l’eucaristia. Non esiste per l’uomo un gesto di partecipazione così potente come quello che ci unisce attraverso il corpo e il sangue di Gesù. Per questo sono lieto di vedervi così numerosi e di tutte le età». Sono queste le prime parole che il cardinale Angelo Scola nella sua omelia ha rivolto questa mattina ai fedeli che hanno partecipato alla messa celebrata in occasione della fine dei lavori di restauro del tiburio della basilica dedicata a S.s. Nereo e Achilleo. Erano moltissime le persone che hanno voluto dimostrare il loro affetto e la loro fede davanti all’Arcivescovo. Appena varcate le soglie delle cortile della chiesa l’Arcivescovo è stato accolto da un centinaio di bambini che sventolavano fazzolettini rossi. 
 «Oggi è la domenica ultima dopo l’Epifania ed è detta “del Perdono”. In questa domenica c’è molto della nostra vita personale e comunitaria. Pensiamo alla vostra parrocchia, siamo qui con tutta la nostra fragilità consapevoli della necessità di essere solidali fino in fondo con chi sta male e con chi è solo. La nostra speranza non è fondata solo sulla generosità di qualcuno, ma su Colui che è l’artefice profondo della nostra vita attraverso il perdono. Il Signore vede e sa che la sorte degli uomini è penosa e perciò abbonda di perdono. Non ci ripaga secondo le nostre colpe, la sua misericordia è potente». Con queste parole il cardinale ha proseguito la sua omelia facendo riferimento all’importanza del perdono e della misericordia, centrale ancora di più in una parrocchia come quella di S.s.Nereo e Achilleo, situata nei pressi di alcuni luoghi di sofferenza come l’Istituto dei tumori e l’Istituto Besta. Non solo, la chiesa è vicina ad alcune importanti università milanesi e al quartiere Città Studi che ospita tantissimi studenti provenienti da tutte le parti d’Italia che spesso si trovano ad affrontare da soli le difficoltà della vita milanese. L’Arcivescovo ha poi continuato la sua omelia facendo riferimento alla figura di Zaccheo: colui che accoglie Gesù in casa e si converte ridistribuendo i beni sottratti ai poveri. «Carissimi fratelli e sorelle portiamo fuori da questa chiesa l’eucarestia attraverso la strada della gratuità – ha concluso l’Arcivescovo -. Possa quindi la vostra chiesa essere un punto di riferimento per tutti quelli che come Zaccheo si aprono curiosi all’avvenimento di Gesù».
Alla fine della celebrazione il cardinal Scola si è rivolto ai giovani raccomandando loro di lasciarsi educare all’amore, sia quello che è alla base del matrimonio, sia quello verso Dio e che può portare i giovani verso la vita consacrata. In conclusione l’Arcivescovo ha annunciato la notizia del riavvio di una scuola vocazionale per i giovani dai 16 ai 19 che hanno nel cuore l’idea del sacerdozio. Prima di lasciare la parrocchia il cardinale si è recato presso la struttura di Casa Amica Onlus, una realtà limitrofa alla chiesa che accoglie bambini malati e le loro famiglie provenienti da tutte le regioni italiane e costretti a sostare per lunghi periodi a Milano per curarsi nei centri medici della città. Con loro il Cardinal Scola ha condiviso un intenso momento di preghiera.

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