Al Centro di Bosisio Parini la visita pastorale dell’Arcivescovo, che incontrerà il personale, i pazienti con le loro famiglie e gli amici. L'attesa gioiosa nelle parole della dirigente Carla Andreotti

di Enrico VIGANÒ

Nostra Famiglia

Venerdì 31 maggio, alle 16, il cardinale Angelo Scola si recherà a “La Nostra Famiglia” di Bosisio Parini(Lecco) per festeggiare i 50 anni di fondazione del Centro. “Cinquant’anni di bene fatto bene”, è lo slogan che accompagna le manifestazioni di questo importante traguardo e che richiama “Il bene va fatto bene”, motto del beato don Luigi Monza, fondatore dell’Istituto Secolare delle Piccole Apostole della Carità e della Associazione La Nostra Famiglia (Lnf).

La necessità di far sorgere nel Lecchese un centro specialistico si presentò nel 1960, quando le due sedi de “La Nostra Famiglia” presenti in Lombardia, a Ponte Lambro (Como) e Vedano Olona (Varese), si dimostrarono non più sufficienti a rispondere alle tante richieste delle famiglie. Zaira Spreafico, storica presidente di Lnf di quegli anni iniziò – era il 21 maggio 1960 – la costruzione del primo padiglione, che fu inaugurato nel 1963. In dieci anni vennero realizzati cinque padiglioni, a cui seguirono nel 1994 il padiglione per la formazione e nel 2004 “l’Ospedale amico”. In mezzo secolo di vita, nei sette edifici hanno trovato assistenza migliaia di bambini. Oltre alle realtà ospedaliere e di ricerca, rappresentate dall’Istituto Scientifico “Eugenio Medea”, e alle strutture scolastiche, educative e riabilitative, Bosisio ospita corsi di laurea in logopedia, educazione professionale e terapia di neuro e psicomotricità dell’età evolutiva.

La visita del cardinale Scola rappresenta il momento clou dei festeggiamenti, come conferma Carla Andreotti, dirigente del Centro di Bosisio: «Attendiamo l’Arcivescovo con grande entusiasmo e gioia per diversi motivi. Innanzitutto per una ragione di continuità. Infatti la prima pietra del Polo di Bosisio è stata posta dall’allora arcivescovo di Milano, cardinale Montini, il futuro papa Paolo VI. Il cardinale Montini aveva un legame di stima e di affetto con Zaira Spreafico, che aveva la responsabilità sia dell’Istituto Secolare, sia de “La Nostra Famiglia”. A quel tempo l’Opera era un giovane germoglio nato nella Chiesa di Milano grazie a don Luigi Monza, prete ambrosiano. E il lavoro con i bambini appariva davvero profetico, con un approccio che univa la dimensione della carità e quindi del “prendersi cura” con l’assistenza  e la riabilitazione intese in senso moderno: mettere cioè a disposizione dei bambini con “menomazioni” tutte le risorse che la scienza e la tecnica andavano scoprendo, per ridurre il più possibile il peso delle loro difficoltà e consentire il massimo sviluppo delle loro capacità. In secondo luogo, perché noi ci sentiamo e vogliamo essere espressione della carità della Chiesa: quindi abbiamo bisogno dell’incontro con il nostro Pastore, per riprendere la metafora evangelica che Papa Francesco usa così frequentemente. Abbiamo bisogno che lui ci conosca meglio e vorremmo conoscere il suo pensiero sulla nostra realtà, sui problemi che ogni giorno incontriamo, sulle scelte fatte in questi 50 anni: vorremmo avere dei criteri e degli orientamenti per affrontare il futuro. Infine la presenza del Cardinale ci sembra un segno importante di attenzione e di conforto per tutti i nostri ospiti, i bambini e le loro famiglie, per i nostri operatori, per gli amici e per il variegato mondo che trova nella “Nostra Famiglia” occasione di incontro e luogo di accoglienza.

Pur essendo Lnf ormai presente in tutta Italia e in diversi Paesi del mondo, il vostro legame con la Chiesa di Milano non si è affievolito, anzi si è consolidato…
Direi che ci sono tanti legami formali e informali, che talvolta ci coinvolgono come Associazione o come Istituto Secolare, talvolta costituiscono invece impegni personali, di singoli membri dell’Istituto. In questi 50 anni abbiamo avuto tanti sacerdoti diocesani amici de Lnf che hanno approfondito con noi il carisma del Beato Luigi Monza, ci hanno aiutato nella formazione spirituale e teologica, nell’assistenza spirituale del Gruppo Amici de “La Nostra famiglia”, dei genitori, dei gruppi di spiritualità familiare, nell’accompagnamento dei partecipanti al pellegrinaggio annuale a Lourdes. Da parte nostra, nel limite delle nostre possibilità, ci siamo messe a disposizione di alcune parrocchie. Inoltre alcune di noi hanno impegni sistematici in Centri Caritas, partecipano a Consigli pastorali locali o a commissioni diocesane. Abbiamo lavorato molto per la catechesi per i disabili, cercando anche di rendere trasferibili le esperienze maturate in tanti anni.

Il 31 maggio sarà una grande festa, con la partecipazione di tutti gli amici e operatori del Polo di Bosisio. Lo stesso cardinale Scola, nella sua Lettera pastorale Alla scoperta del Dio vicino, ha scritto che la festa non si può celebrare da soli, ma è incontro di persone. La festa, però, è ancora più festa quando ci sono i bambini, e tanto più quando questi bambini sono sofferenti e disabili…
Bosisio è un luogo dove sono presenti grandi sofferenze, portate con molta dignità dalle famiglie, che ci danno talvolta esempi altissimi di dedizione e di sacrificio. E tuttavia Bosisio è anche un luogo di gioia e di speranza. Forse perché ci sono tanti bambini e i bambini sono un segno di speranza per il futuro… I bambini hanno dei problemi, ma prima di essere bambini con disabilità sono bambini, hanno la normalità di ogni bambino, crescono, giocano, ridono, si fanno coccolare… E qui ciascuno è attento a dare le cure, ma al tempo stesso a mantenere un approccio che valorizzi ciascun bambino per quello che è. Questo i genitori lo sentono e li aiuta ad accettare gradualmente e a portare il loro problema . Molti arrivano poi a dire che la disabilità del proprio figlio li ha aiutati a capire dei valori. 

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