Nella Messa con l’Arcivescovo culminati i festeggiamenti per il 60° di attività dell’istituzione sportiva ed educativa

di Generoso SIMEONE

Centro Schuster

“Continuate a essere una comunità educante e non separate l’educazione umana da quella cristiana”. È questo l’augurio che l’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, ha rivolto ai responsabili e agli operatori del ‘Centro giovanile cardinal Schuster’ durante la messa celebrata in occasione della chiusura dei festeggiamenti per i 60 anni dalla fondazione delle strutture sportive volute dal cardinale Ildefonso Schuster e dal padre gesuita Lodovico Morell. Ed è proprio dalla figura delle due personalità religiose che il cardinale Scola ha voluto cominciare l’omelia. “Mi ha colpito molto la genesi di questo luogo”, ha detto di fronte ai bambini, ai ragazzi e ai genitori che hanno gremito il Santuario degli sportivi situato all’interno del Centro Schuster, “. Essa è stata l’incrocio di due uomini molto diversi, ma allo stesso tempo anche così confluenti tra loro. Il cardinal Schuster veniva descritto come un mistico e poco coinvolto. Non era affatto così e questo luogo lo dimostra. Quando padre Morell lo va a trovare e gli pone l’esigenza di avere degli spazi dove far praticare l’attività sportiva ai giovani del centro, il beato Schuster ebbe un’intuizione geniale suggerendo di trovare un grande spazio aperto dove sarebbe stato possibile edificare diversi impianti sportivi nei quali veicolare l’educazione cristiana. Dal canto suo, padre Morell dimostrò di avere un grande senso pratico prevedendo con grande anticipo il peso che avrebbe avuto lo sport nella vita dei giovani. L’incrocio di una figura mistica con una portatrice di un grande senso pratico dimostra come il cristianesimo dà fino in fondo l’idea di un Dio incarnato e ci fa dire che nessun aspetto dell’umano può essere sganciato dal senso per cui compiamo un’azione”.

Il Centro Schuster conta più di 1700 iscritti impegnati in diverse discipline: atletica, calcio, ginnastica artistica, pallacanestro, pallavolo e tennis. Prima della celebrazione eucaristica il presidente del Centro, Claudio Rossi, ha ricordato davanti all’arcivescovo i valori fondanti cui si ispira tutta l’attività dell’ente. “L’obiettivo della nostra opera”, ha spiegato Rossi, “è mantenere lo spirito originale rispettando i nostri valori, che sono la cura della persona, il valore educativo dello sport, l’esperienza dell’accoglienza, la gioia della comunità, lo spirito di servizio e l’incontro con Gesù”. Nell’omelia, l’arcivescovo si è soffermato proprio su questi principi. “Nei vostri valori fondanti”, ha detto il cardinale Scola, “non c’è la separazione tra educazione umana ed educazione cristiana. Questo purtroppo è il difetto che attanaglia noi cristiani: separare l’umano dal cristiano, come se l’umano fosse in grado di spiegarsi da solo, senza Dio. Raccomando quindi, a ognuno di voi educatori, che l’azione educativa sia integrale, senza tuttavia escludere nessuno che sia di religione, cultura o etnia diversa”. Scola ha poi parlato del Centro Schuster come di una comunità educante. “Per infondere nei più piccoli il rapporto con il Signore è necessario che tutti gli adulti diano senso alla propria attività educativa e approfondiscano i motivi per cui compiono le proprie azioni. L’educazione ha bisogno di adulti maturi”. Al termine della messa, spazio per un simpatico dialogo tra l’arcivescovo e i bambini che circondavano l’altare. Il cardinale ha chiesto se preferissero vincere o perdere quando fanno sport. Alla scontata risposta dei piccoli, Scola ha ribattuto ricordando che “per vincere fino in fondo bisogna saper perdere”.

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