In “Vivere da grandi” i dialoghi che il Cardinale ha tenuto durante la sua visita pastorale da Patriarca di Venezia in parrocchie, associazioni, movimenti e scuole

Copertina “Vivere da grandi”

È disponibile in libreria il nuovo libro del cardinale Angelo Scola, Vivere da grandi (Edizioni Marcianum Press, 120 pagine, 13 euro; con le illustrazioni di Lele Vianello, disegnatore di Hugo Pratt).

Il libro propone i dialoghi reali che il nuovo Arcivescovo di Milano ha tenuto con alcuni ragazzi e ragazze, incontrati in diverse occasioni della sua visita pastorale a Venezia, nelle parrocchie, nelle associazioni, nei movimenti e nelle scuole. Provocato dalle loro domande dirette e molto concrete, il Cardinale risponde affrontando con grinta i temi della paura e dell’amicizia, del significato di “diventare adulti”, dell’amore e della sessualità, della fede e della vocazione…

Attraverso la forma del “botta e risposta”, che permette al testo scritto di mantenere la freschezza del dialogo svoltosi senza filtri, il Cardinale di Milano accompagna i suoi giovani interlocutori a verificare come nulla della persona resti fuori dalla fede cristiana che, con la sua luce, sa investire tutto di noi, ogni desiderio e sogno, come anche ogni timore o fragilità.

Il testo si articola in vari capitoli, nei quali i dialoghi ruotano attorno a specifici temi: diventare grandi, la paura, la libertà, la vocazione, l’amore… Infine chiude il volume un’appendice sul sacramento della Cresima e un post-scriptum sul rapporto uomo-donna, “riservato” alle ragazze, ma consigliato anche ai ragazzi, genitori ed educatori. «Spesso ci chiediamo tra noi quali dovrebbero essere le caratteristiche di un ragazzo e una ragazza in gamba. Tu che ne pensi?»: con un tono diretto inizia così il lungo dialogo tra Angelo Scola e i giovani. E l’Arcivescovo come risponde? «In sintesi direi così: un ragazzo e una ragazza in gamba sono capaci di guardare in faccia tutta la realtà, così come essa si presenta. Cominciano a capire che le cose più importanti della vita sono gli affetti e il lavoro. Gli affetti: pensa al bene che ti vuole papà, al bene che ti vuole la mamma, al bene che tu vuoi a loro, al bene che tu vuoi a tuo fratello e a tua sorella, al bene che vuoi agli amici…». Il Cardinale continua così: «Un ragazzo vispo deve aver voglia di imparare a voler bene. Tanto più che, alla vostra età, uno incomincia a capire che, tra gli amici, ci sono i ragazzi e ci sono le ragazze e che questa differenza è molto importante. Perché, come vedete nel papà e nella mamma, questa differenza sta a indicare che Dio ha voluto che l’uomo e la donna formassero, attraverso il matrimonio, una famiglia per imparare a volersi bene e per dare origine a nuove creature. Dall’amore del papà e della mamma sei venuto tu, per volontà di Dio. La prima cosa che un ragazzo e una ragazza in gamba si chiedono è: “Io voglio imparare a voler bene davvero. Dove posso imparare questo?”».

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