Il messaggio di cordoglio dell'Arcivescovo per i funerali del sacerdote e docente scomparso il 7 luglio, presieduti in Seminario dal Vicario generale: «La sua morte improvvisa - ha detto mons. Delpini - ci impegna a un apprezzamento più intenso della vita perché nessuna occasione sia perduta»

di Annamaria BRACCINI

Don Renato Coronelli

«La perdita terrena di don Renato è assai rilevante, non solo per la comunità seminaristica, per il Tribunale diocesano, per il generoso e rigoroso servizio reso alla Diocesi con la sua competenza, per il suo ministero pastorale diretto ma, soprattutto, per la sua fede, per il suo senso di comunione ecclesiale, per la sua obbedienza semplice e spontanea, elementi questi che hanno fatto di don Renato un solido esempio di sacerdote ambrosiano». Nelle parole che il cardinale Scola scrive nel suo messaggio (in allegato) – letto dal Rettore del Seminario, monsignor Michele Di Tolve, all’inizio delle esequie di don Renato Coronelli – è compreso tutto il dolore dell’intera Diocesi di Milano per l’improvvisa e immatura scomparsa di questo sacerdote amato e impegnato.

La Basilica del Seminario arcivescovile di Venegono Inferiore è gremita: ci sono i due fratelli, la cognata e il nipote; e, poi, naturalmente, i colleghi, gli amici, i seminaristi, una rappresentanza della parrocchia milanese degli Angeli Custodi (di cui Coronelli era nativo) e una della Comunità di San Gemolo in Val Ganna, dove il sacerdote da molti anni svolgeva il suo servizio ministeriale. Appoggiata al feretro trova spazio anche la corona di fiori inviata da Ian Bankier, presidente del Celtic Football Club, l’antica e leggendaria squadra di calcio cattolica scozzese, di cui don Renato era tifosissimo.

Il rito funebre, presieduto dal Vicario generale monsignor Mario Delpini, è concelebrato da diversi Vescovi, tra cui l’arcivescovo di Glasgow Philip Tartaglia, amico personale di don Coronelli così come il vescovo di San Miniato al Monte, monsignor Migliavacca, presente accanto ad alcuni Ausiliari e Vicari episcopali di Milano e ai Superiori del Seminario col Rettore Di Tolve.

«La morte improvvisa di don Renato è come un terremoto che scuote la nostra terra assopita dall’abitudine e ci impegna a un apprezzamento più intenso della vita perché nessuna occasione sia perduta. È come se don Renato, sottratto troppo presto alla convivenza abituale, ci invitasse a penetrare con sguardo più acuto e intelligente la nostra vita quotidiana e, unito al Risorto, invocasse anche per noi che le nostre vite siano vissute all’altezza della nostra vocazione», dice nell’omelia monsignor Delpini con commozione. La stessa cui danno voce, a conclusione della Messa, monsignor Tartaglia, che ricorda la lunga amicizia con don Coronelli («per dieci anni ha trascorso le vacanze estive in Scozia a casa mia»), due giovani dell’oratorio e della parrocchia di San Gemolo e monsignor Di Tolve, che legge alcuni stralci del testo scritto da don Renato alla vigilia dell’ordinazione presbiterale, il 10 giugno 1994: «Signore ora sono qui e ti dico: “Eccomi, mi affido a te. Tu mi basti Signore, tu mi basti Signore e con te ricomincio da capo ogni mio cammino, ogni tratto nuovo di strada, consapevole che tu sei con me mi accompagni sorridente. Vinci con il tuo amore le mie paure e le mie debolezze, rendimi povero, disponibile ad accogliere tutto come un dono della tua bontà e a sapermi meravigliare per ogni giorno che nasce, per ogni bimbo che cresce, per ogni vittoria del bene, per ogni lacrima versata».

Don Coronelli riposa ora nella Cappella cimiteriale del Seminario, verso la quale, nel suo ultimo viaggio terreno, è stato accompagnato con una breve processione dalla Basilica.

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi