Il Cardinale ha conferito il Sacramento della confermazione a quarantadue ragazzi e un adulto. Nella parrocchia San Leonardo, dove lui stesso la ricevette, l’Arcivescovo ha indicato come il momento della cresima sia fondamentale

di Annamaria BRACCINI

scola malgrate 2015 cresime

Una festa, ma soprattutto un giorno importante che quarantadue ragazzi e l’adulto che ricevono, dalle mani del cardinale Scola, il Sacramento della Confermazione, non dimenticheranno.

Nella stessa piccola e bella parrocchia settecentesca San Leonardo, a Malgrate, dove l’Arcivescovo – a poche centinaia di metri dalla sua casa natale – ricevette a sua volta il dono dello Spirito Santo, si affolla un paese intero, con i cresimandi, i loro genitori, le madrine e i padrini, le catechiste, i tanti parenti, gli educatori; tutti riuniti per il conferimento della cresima da parte dell’Arcivescovo, che, oltre al Duomo, la amministra, solo a Malgrate, per quest’anno. Don Andrea Lotterio, che qui è amministratore parrocchiale, dà il benvenuto e richiama il significato della testimonianza; in prima fila siede il sindaco, Flavio Polano. L’Arcivescovo, che già prima dell’inizio della Celebrazione era entrato in chiesa per rivolgersi brevemente ai ragazzi, sottolineando il momento fondamentale della Cresima, nell’omelia, ne delinea il senso intero e profondo. Le parole “Ricevi lo Spirito Santo che ti è dato in dono”, pronunciate con il gesto della crismazione, guidano la riflessione del Cardinale, così come già la sua la Lettera a tutti i cresimandi e cresimati 2015 della Diocesi.

«Cerchiamo di capire cosa vuole dire ricevere. Pensiamo che ciò che abbiamo di più caro, la vita, l’abbiamo ricevuta. Se riceviamo il grande dono dello Spirito di Gesù, ciò testimonia che il Padre, fonte dell’amore perenne, non si ferma mai, nemmeno di fronte al male e ai nostri limiti. Il richiamo è alla Lettura degli Atti nella quale Paolo ripercorre la sua vita, ordinando, prima di aver incontrato Gesù, uccisioni e torture di seguaci del Cristo, ma essendo poi chiamato da Lui alla fede.

«Questo vale per tutti noi, qualunque sia la nostra situazione di vita perché il dono del Signore risorto ci può chiamare radicalmente qui e ora».

Dal riferimento al Vangelo «che bene la illustra», nasce l’approfondimento della terza parola, Spirito santo che è paraclito, «che viene vicino».

«Dio ci è vicino come qualcuno che ti difende e consola, per essere sempre al tuo fianco. Ti consola perché tu non sia mai solo. Questo dono è grandissimo: Dio è con noi, e lo è fisicamente attraverso il sigillo il segno di croce che il Vescovo farà con il crisma», dice Scola ai ragazzi.

E se lo Spirito è come un vento che soffia dove vuole, ma di cui sentiamo gli effetti, «nel desiderio di felicità, di pienezza e di verità che la vicinanza di Dio ci concede», è evidente il compito che da qui scaturisce: «la responsabilità di dare testimonianza che la vita vissuta nell’amore di Dio e dei fratelli fa crescere, perché un uomo sta bene se sta bene con Dio, con gli altri e con se stesso».

In questo contesto, l’appello è ai giovani – «vivete in un mondo spalancato dalle grandi possibilità che la scienza vi offre, ma anche più complesso del passato, dove siete portati a fare tanta confusione e fatica» – ma anche agli adulti: «ecco perché è importante che i genitori, la comunità parrocchiale, l’oratorio, la scuola vi siano vicini in ciò che dovete fare. Studiare, condividere, accettare che nell’esistenza vi siano gioie e dolori. Il dono di oggi vi dà la possibilità di camminare liberi nella vita».

Una vita, che di fronte al martirio di tanti cristiani, alla dimensione di prova della Chiesa, ad esempio, in Medio Oriente, obbliga tutti, appunto, alla testimonianza nella preghiera e «prendendo sul serio la nostra fede. Senza Dio e senza il dono di Gesù, che è via, verità è vita, la vita è meno bella e intensa», conclude l’Arcivescovo.

Poi, la suggestiva e partecipata liturgia della Confermazione, con la rinnovazione delle promesse battesimali, l’imposizione della mani, la crismazione.

Infine, dopo il dono dei cresimati al Cardinale – un grembiule con la scritta “Pieni di Spirito” – e quello delle catechiste ai ragazzi – una tovaglietta con alcune preghiere, in sintonia con i temi del cibo, proposti da Expo e dal Cammino dei Cento Giorni -, una raccomandazione ai genitori e ai figli: «cerchiamo insieme e fino in fondo, giorno per giorno nel concreto, il legame tra Gesù e la vita. Questo è un fattore di crescita che auguri a tutti».

 

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