Al termine della celebrazione del Corpus Domini l’Arcivescovo ha ricordato i drammatici eventi di Motta Visconti, Cinisello Balsamo e della Barona: «Pensiamo a chi ci ha lasciato e ai loro familiari; a quanti hanno alzato la mano contro il fratello diamo il tempo dell’espiazione e del riscatto»

 Corpus Domini Decanato Vigentino

«Un gesto significativo che mostra il nesso con la vita buona di cui ha tanto bisogno la nostra città». Rivolgendo il suo saluto conclusivo alle migliaia di fedeli che hanno partecipato al Corpus Domini al Decanato Vigentino, l’Arcivescovo ha “legato” il senso del rito ai drammatici eventi che hanno segnato la cronaca di Milano in questi giorni.

Il pensiero di Scola è andato «al travaglio di queste morti violente»: la strage della famiglia di Motta Visconti, il raptus omicida di Cinisello Balsamo e anche l’investimento mortale di suor Claudia Ba alla Barona. Eventi per i quali il Cardinale ha manifestato la sua vicinanza ai parroci delle comunità interessate e alla Superiora della religiosa.

«Pensiamo a coloro che ci hanno lasciato come vittime e ai loro familiari – ha sottolineato l’Arcivescovo -, a quanti hanno alzato la mano contro il fratello in termini così inconcepibilmente inaccettabili. Guardiamo loro con gli occhi della misericordia, dando il tempo dell’espiazione e del riscatto».

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