La visita dell’Arcivescovo a Colonia conclusa dal ricevimento in Municipio e dai Vespri in Duomo: «Dobbiamo custodire il dono dell’incontro con Cristo»

di Davide MILANI

Pontificale nel Duomo di Colonia 2014

Hanno avuto anche un’importante risonanza civile, tra i due momenti liturgici in Cattedrale, la Messa e i Vespri, le celebrazioni solenni per gli 850 anni dell’arrivo a Colonia da Milano delle Reliquie dei Magi.

Il sindaco della città tedesca, Jurgen Roters, e tutto il Consiglio comunale hanno accolto in Municipio l’Inviato speciale di papa Francesco, il cardinale Angelo Scola, tutta la delegazione pontificia e l’Arcivescovo di Colonia Rainer Maria Woelki.

Nella grande sala di rappresentanza del Rathaus di Colonia il Borgomastro, accompagnato dall’intero Consiglio, ha organizzato una solenne cerimonia di benvenuto al cardinale Scola. Nel suo intervento il Sindaco ha ribadito il profondo significato anche civile che per Colonia hanno la presenza e la venerazione delle reliquie dei Magi, nei secoli fattore di sviluppo culturale, sociale ed economico per la città e il circondario.

Nel suo intervento, il cardinale Scola ha ricordato come Chiesa e istituzioni civili abbiano «in comune beni sociali molto grandi. Per questo dobbiamo vivere insieme, dentro la pluralità della società contemporanea. Le diverse visioni dell’uomo e del mondo – che pure possono portare a dei conflitti – in realtà sono una provocazione a compiere scelte politiche in questa direzione. Noi, che in Italia siamo in condizioni ben più gravi delle vostre, vediamo la necessità dello stare insieme».

Allargando lo sguardo, l’Arcivescovo di Milano ha ricordato come «non si può ridurre l’Europa solo alla finanza, all’economia: occorre porsi la domanda su chi vuol essere l’uomo del terzo millennio. Dev’essere un io in relazione. Per offrire una simile visione dinamica delle relazioni hanno un grande peso gli uomini delle religioni: così l’Europa potrà offrire una grande risorsa per la costruzione della pace». Concludendo il suo intervento il cardinale Scola ha sottolineato il legame tra la Chiesa di Colonia e di Milano, auspicando che si estenda anche alle due città, «grazie alla grande occasione di Expo».

Nel pomeriggio il cardinale Scola è tornato nella Cattedrale di Colonia per la celebrazione dei Vespri solenni. «Il viaggio dei Re Magi, che hanno lasciato le loro comodità per adorare il Re Bambino, segna l’inizio degli ultimi. Come è possibile che l’annuncio di Gesù possa davvero essere comunicato a tutte le genti, di differenti culture ed etnie? La risposta ci viene dalla semplicità del racconto evangelico: è l’incontro con quel bambino. È lui che ci attrae a sé. L’umiltà di Dio, la sua discesa nella carne, ha reso possibile questo incontro per tutti».

«Possiamo immaginare – ha continuato l’Arcivescovo – quanto la vita di questi Sapienti giunti dall’Oriente sia cambiata da quel giorno. Tutti i nostri propositi e progetti di ascesi personale non riescono a cambiare la vita come invece accade quando accogliamo la novità di un incontro in cui l’amore e la tenerezza di Dio si rendono sperimentabili».

Un percorso che non finisce: «Si tratta certamente di un “inizio”; il cammino deve proseguire. Non possiamo mai dire di essere arrivati. Avendo incontrato il Signore, dovremo sempre continuare a cercarlo ancora».

Un incontro, quello dei Magi, che cambia la vita: «Andando verso la fine di questa giornata, ci viene spontaneo pensare ora al ritorno dei Magi alla propria terra – ha proseguito Scola -. Saranno ritornati alle loro cose solite, ma ormai toccati da questa novità piena di luce. La memoria di quell’incontro trasfigurerà nel tempo le loro giornate, il loro lavoro, i loro affetti. Nulla sarà più come prima».

Una speranza che illumina i cuori, per questo «dobbiamo custodire il dono dell’incontro con Cristo; non dobbiamo permettere alle tenebre di sopraffare in noi questa luce; non lasciamoci mai “rubare” quella speranza di bene che l’incontro con Gesù ha destato nei nostri cuori».

Tutto questo coinvolge la vita di ciascuno: «In definitiva – ha concluso il Cardinale -, quale è “l’altra via” per la quale tornare alle nostre case? È quella della testimonianza. Celebrare i Santi Re Magi, venerando le loro reliquie, comporta prendere anche noi un’altra via, quella di testimoniare a tutti questa luce più forte delle tenebre, dei nostri limiti e del nostro peccato».

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi