L’Arcivescovo ha celebrato la Messa, incontrando ospiti, operatori, familiari e volontari della Fondazione. Al termine la visita a due unità residenziali per disabili e per anziani

di Generoso SIMEONE

Scola_Sacra Famiglia

Ha voluto salutare tutti, uno per uno. Durante la celebrazione eucaristica, al momento dello scambio della pace, l’arcivescovo Angelo Scola è andato in mezzo ai banchi e ha stretto la mano a ognuno dei presenti, tra ospiti, operatori, familiari e volontari della Sacra Famiglia di Cesano Boscone. La funzione è stata celebrata nella chiesa interna alla struttura che da 120 anni assiste persone con disabilità e anziani.

Il Cardinale è stato accolto da don Vincenzo Barbante, presidente della Fondazione. «Questa è la Sacra Famiglia – ha detto don Barbante rivolgendosi all’arcivescovo -, una realtà di cui fanno parte i nostri ospiti con i loro familiari, i dipendenti e i collaboratori, oltre a quasi mille volontari. Qui sentiamo la vicinanza di tutta la Diocesi in quella che è la nostra sfida: considerare ogni persona importante, tutti, nessuno escluso. Il Signore comunica attraverso ognuno di noi e ogni creatura è il segno della misericordia di Dio».

La Sacra Famiglia, istituzione fondata dal 1896 dal prete ambrosiano don Domenico Pogliani, segue ogni anno più di 7.300 persone fragili nelle sue 15 sedi presenti in tre Regioni (Lombardia, Piemonte e Liguria). Offre servizi accreditati di assistenza e riabilitazione, in forma residenziale, diurna, ambulatoriale o domiciliare, a soggetti con disabilità psicofisiche e ad anziani non autosufficienti.

«Il mio saluto – ha detto Scola quando ha iniziato l’omelia – è pieno di gratitudine per come mi avete accolto. Mi hanno colpito la gioia dei vostri canti, il modo di battere le mani e di partecipare. Dimostrano che, nonostante la sofferenza e il bisogno di cura, i vostri volti, i vostri occhi e i vostri cuori, sono contenti. Perché la Sacra Famiglia, vale a dire la “Famiglia che aiuta le famiglie”, vi permette di camminare verso il futuro pieni di speranza». L’Arcivescovo si è poi rivolto in particolare ai familiari, oltre che ai dipendenti e ai volontari: «Ai papà e alle mamme che da anni vivono questa esperienza di condivisione della fragilità posso dire che state ricevendo tanto. Voi ci fate scoprire cos’è l’amore vero, che non è egoismo o la strumentalizzazione dell’altro al proprio piacere. Qui si impara ad amare e si impara il valore della vita, unico e irripetibile per ogni persona».

Al termine della Messa il cardinale Scola ha visitato il Punto Arte, sala dove sono esposti i prodotti realizzati dagli ospiti nei laboratori di terapia occupazionale: oggetti fatti a mano lavorati con legno, ceramica o materiali di riciclo. Successivamente si è recato nella Residenza sanitaria per disabili Santa Teresina, accreditata con il sistema socio-sanitario regionale per 60 posti letto, destinata ai disabili gravi. Qui gli ospiti – a cui Scola ha portato la propria benedizione – sono seguiti con programmi individualizzati di riabilitazione e mantenimento e con specifiche attività assistenziali, sanitarie, educative e sociali. Nella RSD Santa Teresina vivono persone, di norma, di età inferiore ai 65 anni, non assistibili a domicilio, in condizione di disabilità fisica, psichica e sensoriale: sono i casi più delicati e più impegnativi dal punto di vista assistenziale. Prima di terminare la sua visita, l’Arcivescovo si è recato anche all’interno del Nucleo Alzheimer della RSA San Pietro, struttura che accoglie 20 persone con perdita delle facoltà cognitive, ridotte autonomie fisiche e funzionali e presenza di disturbi del comportamento.

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