Il cardinale Scola ha incontrato, in piazza Duomo, oltre 8000 adolescenti a cui ha conferito il Mandato di animatori dell’Oratorio estivo 2016 “Perdiqua”, ispirato dalla metafora del viaggio. Sul sagrato, accanto all’Arcivescovo, anche il campione Javier Zanetti. «Lasciatevi indicare la strada dell’amore da Gesù», ha detto Scola

di Annamaria BRACCINI

animatori 2016

«Il tema su cui stiamo riflettendo, il viaggio, simbolo della vita, lo possiamo affrontare in due modi, da pellegrini o da vagabondi, gente che va tanto per andare, presi da un’attrattiva istintiva del momento, o gente che va verso una meta, gente che ha preso sul serio l’indicazione del “Perdiqua”».
La vita che è un viaggio, con tutti i suoi rischi, ma anche con l’avventura e la bellezza della scoperta. In questo tempo di continui spostamenti, nel quale milioni di persone sono in continuo movimento sul pianeta – perché si scappa da tragedie inimmaginabili, da miseria e guerre o perché si va magari, appunto, solo all’avventura –, non c’era una metafora più adeguata di quella scelta per l’oratorio estivo 2016, “Perdiqua. Si misero in cammino”.
E così, quest’anno, anche il tradizionale e sempre nuovo incontro dell’Arcivescovo in piazza Duomo con gli animatori della proposta feriale, è una sorta di luogo di arrivo e di ripartenza per gli oltre 8000 adolescenti a cui l’Arcivescovo, a conclusione della serata, consegna il Mandato. Ragazzi e ragazze entusiasti che arrivano all’appuntamento davanti alla Cattedrale, avendo già percorso, nel pomeriggio, le vie della città, in una sorta di itinerario a tappe che ha evocato il viaggio del popolo eletto d’Israele verso la Terra promessa, simboleggiata, infine, dalla piazza in festa. Quella che esplode, tra musiche e scenografie all’arrivo del Cardinale e, poco, dopo del campione Javier Zanetti, semplicemente “il Capitano”, come cantano a migliaia in un improvvisato coro. «Un esempio di sportività apprezzato anche dagli avversari, un grande campione per il  calcio perché è un grande campione nella vita», spiega l’Arcivescovo cui viene donata una maglia dell’Inter, mentre a Zanetti – impegnato da anni nella Fondazione “Pupi” che aiuta bambini con problematiche di povertà ed emarginazione, attraverso progetti ora dedicati anche alle future giovani madri – viene consegnato il premio “Il Discobolo” e la maglia dell’Oratorio estivo. Le battute scherzose sull’eterno duello tra Milan e Inter e l’annuncio, portato dal presidente del Csi, Massimo Achini, che si prosegue con protocollo stipulato tra Inter, Csi e Fom per le attività oratoriane, si alternano alle suggestive animazioni dello spettacolo teatrale allestito dall’oratorio multietnico di Baranzate, ispirato al viaggio del piccolo afgano Enaiatollah Akbari, giunto a piedi all’età di 10 anni dal Pakistan in Italia e raccolto nel libro “Nel mare ci sono i coccodrilli”. Le offerte raccolte nella serata e il frutto di quelle che saranno versate durante l’intero periodo dell’oratorio estivo, andranno a favore della casa d accoglienza Neos Kosmos dal nome del quartiere di Atene, cuore della rotta balcanica di fuga  per i profughi. Obiettivo della campagna, raggiungere i 35.000 euro, necessari a ristrutturare la Casa.
«Il viaggio può essere tribolato, pensiamo al popolo ebraico in marcia verso la Terra Promessa, ma anche a Gesù e a San Paolo: quanto camminare! In questo camminare c’è di tutto, il rischio, il pericolo, la gioia dell’incontro, la possibilità di essere presi di mira da nemici e avversari», osserva l’Arcivescovo che, rivolgendosi direttamente agli adolescenti e ai loro giovani educatori, scandisce: «Così è nella nostra vita. Voi siete la generazione del viaggio, avete una possibilità fantastica di muovervi che crescerà nei prossimi 10 o 20 anni. Ma tale libertà, come avete intuito molto bene scegliendo la strada del dono verso Neos Kosmos, passa attraverso la prova di persone che non hanno l’esperienza del minimo o perché esposti al rischio di perdere la vita, come tanti nostri fratelli cristiani, uomini delle religioni e della giustizia sono stati martirizzati perché volevano testimoniare ciò che anche noi abbiamo incontrato e che voi dovete comunicare durante l’oratorio estivo».  
Ricordando che anche Gesù dovette cambiare strada a causa dei Samaritani, nemici degli abitanti di Gerusalemme, il Cardinale dice con chiarezza: «Anche a te può essere chiesto di cambiare strada nel modo con cui guardi la vita,  in cui studi e ti prepari al futuro, in cui condividi o meno il bisogno dell’altro, perché vuoi una società più giusta o perché vuoi imparare a riposare e a divertirti in un modo sostanziale che vuole dire pieno di quella allegrezza che viene solo dalla gioia di un incontro fatto».
Il richiamo è alla bellissima frase riportata sulle magliette degli animatori, “Si fa strada l’amore” e alla gratitudine per gli animatori «perché dedicate il tempo prezioso delle vacanze per i bambini che in alcune parti del mondo sono una delle fasce deboli della popolazione e anche nella nostra società perché sono troppo coccolati, eppure mancano dell’esperienza dell’amore. Come si fa strada l’amore se non in Colui che ci ha amati per primi? Se uno non si lascia amare nella verità, non impara ad amare e confonde con l’amore cose che non lo sono: la semplice passione, l’attrattiva non è amore, l’innamoramento da solo non è ancora amore. Si può amare seriamente solo amando con distacco e lasciando essere l’altro per quello che è, essendo disposti al sacrificio. Imparate la strada dell’amore che si gioca nei rapporti quotidiani e che in questo anno della Misericordia, implica la capacità di perdonare, di accettare delle mortificazioni e umiliazioni, dentro lo spirito di Cristo che ci ha amato, dando la vita per noi, abbracciando ognuno di noi dalla croce. Imparando da questo slancio di amore, vi assicuro che la vita più passa il tempo, più diventa bella. Vi auguro di cuore che, nella vostra vita e nel cuore, nella vostra azione, si faccia strada l’amore in persona che è Gesù in persona a cui possiamo rivolgerci ogni giorno, facendoci aiutare dalla Madonna  Maria, recitando un’Ave Maria».
Infine, sotto una bella luna piena, la consegna del Mandato e l’allegria che si riaccende tra selfies e musica, con l’Arcivescovo circondato dai giovani fino quasi sotto la porta di casa.    

 

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