Il tempo delle grandi fabbriche è finito, ma non ha pregiudicato l'originalità e l'autonomia dell'importante centro dell'hinterland. La riqualificazione delle ex aree Falck è un'opportunità importante e anche la Chiesa è pronta a fare la sua parte, come spiega il parroco di Santo Stefano don Giovanni Brigatti

di Veronica TODARO

Santo Stefano_Sesto San Giovanni

Sabato 30 novembre il cardinale Angelo Scola sarà a Sesto San Giovanni, dove celebrerà la messa alle 18 nella parrocchia di Santo Stefano e poi incontrerà i sacerdoti del Decanato. Ad accoglierlo il parroco don Giovanni Brigatti, che racconterà all’Arcivescovo la realtà cittadina.

«Chi oggi viene ad abitare a Sesto San Giovanni non può certamente più identificarla con la “città delle fabbriche», spiega. «Le vicende economiche, sociali e politiche che ne hanno segnato la storia degli ultimi vent’anni, tuttavia, le permettono di conservare una propria originalità. La fine delle grandi imprese non è coincisa con la fine della città: Sesto ha mantenuto e diversificato la sua autonomia anche dal punto di vista socio-culturale. Il patrimonio di conoscenze ed esperienze, di cultura del lavoro, di associazionismo volontario a finalità benefica iniziato nel corso del Novecento, non è andato disperso, ma è una ricchezza di cui la città ha saputo riappropriarsi per superare i momenti più critici».

Oggi la città si presenta dinamica e in continuo mutamento: «La sfida è aperta e vitale: il progressivo aumentare della sua multi-etnicità, circa il 12% della popolazione, con i conseguenti risvolti culturali, sociali e religiosi; la crescita dell’età media e le emergenze socio-sanitarie a essa legate; la drammatica condizione di molte famiglie che per la perdita del lavoro si ritrovano in stato di povertà; ancora, la massiccia diminuzione dei matrimoni civili e religiosi, la necessità di provvedere all’educazione, alla formazione e all’inserimento delle giovani generazioni nel mondo lavorativo e sociale». La prospettiva più imponente all’orizzonte è rappresentata dalla riqualificazione delle ex-aree Falck: entro cinque o sei anni è prevista la realizzazione di abitazioni e servizi per 15 mila nuovi abitanti. «Nello stesso progetto è inclusa la “Città della salute”, un polo sanitario multi-specialistico d’eccellenza», sottolinea don Brigatti. «Si profila un grande rilancio della città: le stime dichiarate affermano che 6 mila persone ogni giorno la attraverseranno ruotando attorno al suo nuovo polo sanitario e abitativo. Anche la Chiesa è chiamata a raccogliere con spirito profetico queste sfide del presente. Molti passi in questo senso sono già in atto. In accordo con la Diocesi, ormai da tempo si sta studiando come poter provvedere al servizio religioso del futuro: sia per quanto concerne le nuove strutture sanitarie, sia per i nuovi insediamenti abitativi. Il progetto individuato è quello della costruzione di un convento per circa 15 religiosi e religiose, con una chiesa aperta al pubblico e strutture di accoglienza. Per questo siamo già in dialogo con i religiosi della Comunità Francescana di Betània. Anche col Comune è costante il confronto per trovare accordi e collaborazione. La complessità dei cambiamenti in atto in città chiede al Decanato una sempre maggiore capacità di coinvolgimento, che permetta un’azione pastorale d’insieme ancor più corrispondente alle esigenze attuali e future».

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