Così don Arnaldo Mavero, responsabile della Comunità pastorale San Paolo di Figino Serenza, definisce il Santuario di cui ricorrono i 500 della Dedicazione, celebrati nella Messa presieduta alle 20.30 dal Cardinale. Martedì on line un servizio

di Cristina CONTI

Madonna dell'Albero

Lunedì 5 giugno il cardinale Angelo Scola si recherà a Carimate (Como), dove, alle 20.30, celebrerà una Messa per il 500° anniversario della Dedicazione del Santuario di Santa Maria dell’Albero. «Il Santuario è molto importante per questo territorio e dunque la festa è molto sentita dalla popolazione», spiega don Arnaldo Mavero, responsabile della Comunità pastorale San Paolo di Figino Serenza (Como), nel cui ambito territoriale è compreso il Santuario.

Come vi siete preparati per questo momento?
Il cammino di preparazione si è articolato durante l’intero anno con eventi spirituali e culturali. L’8 dicembre c’è stata l’apertura delle iniziative con il vicario generale, monsignor Delpini. Don Scanziani ha commentato il Magnificat, Sidi Perin ha presentato la spiritualità mariana nel servo di Dio Carlo Acutis, il professor Luca Azzetta ha ripercorso la figura della Vergine Maria nella Divina Commedia, i giovani hanno proposto una serata musicale meditando l’Annunciazione, mentre il dottor Ornaghi ha tracciato la spiritualità del cammino di Sant’Agostino, che passa dal Santuario e che il 4 giugno verrà ripercorso con un pellegrinaggio parrocchiale. Ci sono stati inoltre numerosi eventi culturali, tra cui concerti, mostre fotografiche e di pittura. Si è proceduto alla pulitura e al restauro pittorico degli affreschi. La visita del Cardinale è attesa da tutta la Comunità pastorale di San Paolo della Serenza (e dunque dalle parrocchie di Figino, Carimate, Montesolaro e Novedrate), che accoglie con gratitudine, gioia e riconoscenza il suo pastore, che si fa vicino a noi per accompagnare e confortare il nostro cammino ecclesiale.

Come è organizzata la visita?
Il Cardinale arriverà per la Santa Messa, accolto sul piazzale antistante la chiesa. La Messa sarà in parrocchia, poi ci sarà una processione verso il Santuario, dove si concluderà la celebrazione. Così il Cardinale potrà guardare il manto pittorico restaurato con affreschi delle scuole di Borgognone e di Luini. Il nostro Santuario è al tempo stesso un cuore e una frontiera: cuore perché rappresenta le tradizioni del Paese in cui si trova e della gente che lo abita; luogo di frontiera perché è aperto sempre, si affaccia sulla strada e accoglie gente di tutti i tipi. La Vergine ha un volto dolcissimo. Spesso si vedono giovani che vengono qui a fare quattro passi, entrano, si siedono sulle panche e rimangono in silenzio a guardare il volto veramente bello e amabile della Vergine, mentre il Signore tocca il loro cuore. La scelta di tenere aperto il Santuario ininterrottamente, fino alle 19 in inverno e alle 21.30 nelle altre stagioni, è dovuta, infatti, proprio a questo: permettere alle persone di venire qui a pregare e dar loro modo di rimanere in silenzio per tutto il tempo di cui hanno bisogno.

 

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