Nella parrocchia Beata Vergine Assunta e Sant’Ilario Messa col Cardinale nella festa del diacono martire del V secolo, molto caro alla popolazione, come spiega don Stefano Venturini, responsabile della Comunità pastorale di Arsago Seprio

di Cristina CONTI

Casorate Sempione

Domenica 4 settembre il cardinale Angelo Scola si recherà a Casorate Sempione (Varese). Alle 10.30 celebrerà la messa nella parrocchia Beata Vergine Assunta e Sant’Ilario (Piazza Chiesa), che conta circa 5400 abitanti e fa parte della Comunità pastorale Santi Paolo e Barnaba di Arsago Seprio (Va), nel Decanato di Somma Lombardo. «Il Cardinale viene per la festa di San Tito, una celebrazione molto sentita dai casoratesi – spiega don Stefano Venturini, responsabile della Comunità pastorale -. La prima è avvenuta nel 1926, si svolge ogni 10 anni e questa sarà la decima edizione. In origine il parroco di allora, don Luigi Mariani, decise di istituirla in un momento in cui il paese si trovava diviso per motivi economici, politici e religiosi, per superare i dissidi e cercare un punto di sintesi. Si scelse la data del 1500° anniversario della morte di San Tito, diacono, martire del V secolo, ucciso mentre serviva i poveri, e del 250° dalla traslazione delle sue spoglie da Roma a Casorate. Questo evento ha una tradizione fortissima ed è molto sentito dagli abitanti del paese. Per questo gli arcivescovi sono sempre venuti».

Come viene preparato l’evento?
Per preparare la festa ci vuole molto tempo. Innanzitutto vengono coinvolte le vie con una grande infiorata, che si inizia a costruire circa due anni e mezzo prima: per realizzarla le persone si ritrovano spesso e questo permette una forte socializzazione. Ci sono poi eventi culturali, musicali, ludici, liturgici. Un comitato, formato da parrocchia, Comune e Pro Loco, è a capo di tutta l’organizzazione. È davvero una bella esperienza, a cui partecipano tutti, dai giovani agli anziani. Si inizia il 3 settembre e si conclude il 13 e sono previste anche processioni (la prima si terrà domenica dopo la visita del Cardinale), incontri e mostre. Domenica sera ci sarà uno spettacolo/proposta di evangelizzazione di strada preparato da don Stefano Cucchetti, docente del Seminario arcivescovile, e dai ragazzi che segue. Lunedì sarà dedicato alla sofferenza: il cappellano dell’ospedale di Gallarate celebrerà una Messa per gli anziani. Martedì 6 alle 21 si terrà un incontro del professor Cuciniello sul tema “Noi e l’Islam, una sfida aperta”, mentre venerdì 9 sarà la giornata per la famiglia, con una caccia al tesoro e alla sera la Messa presieduta da padre George Bose, rettore del Santuario di San Valentino di Terni.

I giovani partecipano attivamente?
La loro presenza risente del clima culturale in cui siamo immersi: secolarizzazione, necessità di spostarsi… Con le superiori i ragazzi iniziano a integrarsi a Varese, Gallarate e negli altri centri limitrofi. In occasione della preparazione della festa di San Tito sono emerse energie e disponibilità sopite e penso che tenerle vive sarà una grande sfida per il futuro.

Anche gli anziani contribuiscono alla festa?
Sì, perché rappresenta la tradizione. La loro disponibilità è stata a trecentosessanta gradi, dalla costruzione dei fiori all’apertura delle case, fino alla custodia della chiesa che per l’occasione rimarrà aperta 18 ore al giorno.

La crisi economica si è sentita molto da voi?
Sì, abbastanza. Il nostro territorio viveva soprattutto di microimprese familiari tessili e metalmeccaniche, in crisi da tempo. Si sperava di vivere di Malpensa, ma invece questa realtà non si è molto sviluppata. È diffuso il pendolarismo verso Gallarate, Busto e Milano. Alcune microimprese si sono salvate perché si sono specializzate in lavori di nicchia.

E l’immigrazione?
È presente, ma molto meno rispetto a zone dove la richiesta economica è maggiore. Tanto per dare un’idea, qualche anno fa in prima elementare c’era quasi un quarto di bambini stranieri. Si tratta comunque di persone integrate: il tessuto civile ed ecclesiale è attento alla condivisione.

 

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