Questo l'invito dell'Arcivescovo ai preti della Zona VII nell'ultimo incontro zonale sui temi della Lettera pastorale. «Un confronto bello e di alto livello», commenta il vicario episcopale monsignor Piero Cresseri

di Francesca LOZITO

Monsignor Piero Cresseri

Si sono conclusi oggi gli incontri nelle sette Zone pastorali della Diocesi in cui l’Arcivescovo ha presentato la Lettera Il campo è il mondo in un confronto aperto e ricco di spunti con i sacerdoti del territorio. Famiglia, lavoro e affetti i tre grandi temi degli interventi che si sono succeduti durante la mattinata di Cologno Monzese, alla quale hanno partecipato 113 dei 150 sacerdoti che animano la Zona VII, la più piccola per estensione: sono infatti 520 mila gli abitanti – un quinto nella città principale, Sesto San Giovanni – su un territorio di 142 chilometri quadrati. I 150 ministri ordinati esercitano il loro ministero in 6 Decanati, con 66 parrocchie. Ci sono 7 diaconi permanenti, 17 presbiteri religiosi e 126 presbiteri diocesani.

«È stato un confronto bello e di alto livello – commenta soddisfatto il vicario episcopale monsignor Piero Cresseri -. Il cardinale Scola è stato molto contento degli interrogativi che gli sono stati posti». Due le sollecitazioni più forti: «Da una parte il tema della fragilità, sollecitato in particolare dalla presenza di due sacerdoti cappellani ospedalieri – spiega monsignor Cresseri -. È un tema importante, non solo nei luoghi di cura, ma anche nella pastorale di tutti i giorni, in cui ci si interroga su cosa dire e cosa fare in determinate situazioni. Non ci sono ricette: è la presenza di Gesù, attraverso la testimonianza, che ci fa stare accanto alle persone fragili. Proprio questo punto ha voluto sottolineare l’Arcivescovo, collegandosi al tema della Lettera pastorale: la fragilità fa parte di quel quotidiano in cui rientrano la famiglia, il lavoro e gli affetti».

Un secondo intervento forte è arrivato sul tema delle convivenze: «A una domanda su come affrontare la presenza di circa il 70% di coppie che prima del matrimonio convivono, l’Arcivescovo ha invitato ad accogliere queste persone e ad accompagnarle verso una ripresa di quel “per sempre” che sta alla base dell’amore tra un uomo e una donna».

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