La chiesa dalla forma originale al centro del nuovo appuntamento dell’Itinerario delle Chiese contemporanee, domenica 21 novembre alle 15.30, con monsignor Santi, l’architetto Leoni e il Coro Cantiere

San Giovanni Bono alla Barona
San Giovanni Bono

Il programma dell’Itinerario delle Chiese contemporanee prosegue con un nuovo appuntamento domenica 21 novembre, alle 15.30 nella chiesa di San Giovanni Bono a Milano (via San Paolino 20). Si tratta del 21° evento dell’Itinerario, finalizzato a mettere in luce la bellezza delle chiese contemporanee edificate a partire dalla metà del secolo scorso in ambito diocesano.

La chiesa di San Giovanni Bono venne costruita nel 1968 su progetto dell’architetto Arrigo Arrighetti all’interno del “Serpentone”, un lungo caseggiato di edilizia popolare collocato nel quartiere Sant’Ambrogio alla Barona. Si tratta di un edificio che spicca nel quartiere per la sua forma a tenda, con la facciata di cemento armato fortemente slanciata verso l’alto. L’interno, con le due navate coperte da un manto di lamiere di alluminio porcellanato, si prolunga fino all’altare. La facciata e le pareti sono arricchite dalle vetrate di Costantino Ruggeri, che colorano le finestrelle rettangolari e che contribuiscono a creare un’atmosfera di chiaroscuri nell’aula. Il frate francescano ha realizzato anche il tabernacolo, mentre gli arredi sacri sono opera dell’Arrighetti.

Domenica 21 le caratteristiche architettoniche e liturgico-pastorali della chiesa saranno illustrate da monsignor Giancarlo Santi, già capo ufficio della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa e già responsabile dell’ufficio Beni culturali della Diocesi di Milano. Le opere di Ruggeri verranno presentate dall’architetto Luigi Leoni, presidente della Fondazione Frate Sole di Pavia e stretto collaboratore di fra’ Costantino. Concluderà l’incontro un concerto di musica sacra contemporanea del coro Cantiere di Legnano diretto da Roberta Mangiacavalli, con brani di Duruflé, Grassi, Molfino, Ticheli, Miskinis, Gjeilo, Carmel, Ansohn, Ghedini e Antonini.

Per le regole anti-Covid l’ingresso è riservato alle persone dotate di Green Pass.

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