Celebrati i 25 anni della Comunità che si occupa del servizio liturgico per le funzioni in Duomo. Una storia importante alle spalle, un presente fecondo che dà speranza

di Michele FIGLIOLI

Comunità San Galdino

Lo scorso 15 giugno la Comunità San Galdino ha celebrato il 25° anniversario della sua fondazione. Era infatti il 1988 quando monsignor Angelo Majo, allora Arciprete della Cattedrale, dopo la sofferta decisione di chiudere il Seminario del Duomo presa dal cardinale Carlo Maria Martini, dovette affrontare il problema di trovare una valida alternativa ai seminaristi che di consueto prestavano il loro servizio durante le celebrazioni liturgiche in Cattedrale. Grazie all’iniziativa di monsignor Vincenzo di Mauro, si venne a creare un gruppo di giovani preparati e disponibili per tale necessità; da allora, chi frequenta il Duomo si è abituato a questa presenza generosa e attenta a far sì che ogni celebrazione liturgica possa svolgersi con quella ricchezza di segni da cui tanto possiamo imparare. Come infatti recita il motto della Comunità – “preso in prestito” dalla Costituzione conciliare Sacrosantum Concilium – è proprio per ritus et preces che il Mistero celebrato ci raggiunge nella sua completezza.

Il recente aniversario è stato dunque occasione preziosa per tutta la Comunità per guardarsi indietro e riconoscere i numerosi segni di grazia che hanno costellato la sua lunga, ma ancora giovane storia. Innanzitutto, l’aumento degli aderenti nel corso degli anni, fino a raggiungere le attuali 80 unità circa: tra loro si contano ormai giovani e meno giovani, a sottolineare la fedeltà di chi presta il suo servizio da più di 20 anni. Poi ancora: la particolare fecondità di una Comunità attraverso cui sono passati numerosi sacerdoti, consacrati e attuali seminaristi, oltre che tanti esempi di felici vocazioni al matrimonio cristiano. Non ultima, la soddisfazione di vedere il proprio servizio ulteriormente valorizzato dalla decisione del cardinale Tettamanzi, che nel 2009 ha riconosciuto la San Galdino come Associazione di fedeli laici.

La ragione ultima di tutto ciò? La sintetizza bene il cardinale Angelo Scola che, in una recente udienza concessa alla Comunità, ha definito i suoi membri «uomini che, consapevoli che il cuore della Vocazione cristiana è l’Eucaristia, illuminata dalla Parola di Dio, recepiscono questo compito come una dimensione fondamentale della loro stessa Vocazione». L’augurio per tutti è lo stesso che fece agli esordi monsignor di Mauro: «Ad multos annos». Guardiamo dunque a questa ricorrenza con gratitudine per quanto è stato e con la speranza che possa sempre proseguire e progredire.

Chi altri volesse aggiungersi al gruppo è ben accetto e può raccogliere un primo contatto presso la Sacrestia del Duomo oppure rivolgersi all’indirizzo cerimoniere@diocesi.milano.it

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