Nella sede di Cesano Boscone il rito presieduto da monsignor Delpini, con modalità particolari per garantire la sicurezza e al tempo stesso la partecipazione. Il presidente don Marco Bove: «Siamo riusciti a gestire l’emergenza nelle diverse ondate, quasi completate le vaccinazioni»

di Annamaria Braccini

Delpini Via Crucis Sacra Famiglia

Venerdì 2 aprile, Venerdì santo, alle 15, l’Arcivescovo si recherà presso la Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone dove celebrerà la Via Crucis per gli ospiti. Il presidente, don Marco Bove, spiega le modalità con cui si svolgerà il Rito, partendo da una premessa: «Essendo ancora in tempo di pandemia, la Via Crucis non vedrà direttamente protagonisti gli ospiti, pur essendo a loro dedicata. Concretamente, abbiamo scelto un percorso che non prevede le 14 Stazioni tradizionali, ma solamente 8, celebrate presso le nostre residenze all’interno della sede di Cesano con l’intento, appunto, di raggiungere tutti i nostri ospiti».

Già l’anno scorso, in pieno primo lockdown, si era fatto qualcosa di simile?  
Sì, la modalità è simile a quella che abbiamo realizzato l’anno scorso. Passeremo all’esterno delle residenze per i disabili e per gli anziani, sostando, come fosse una Stazione, per un momento di preghiera. I nostri ospiti, con gli operatori, si affacceranno, partecipando dall’interno dei reparti. Vi sarà un coordinatore per ogni nucleo visitato che leggerà una parte del testo della Via Crucis, quindi anche gli operatori saranno coinvolti.

L’Arcivescovo, dimostrando l’attenzione che ha per il mondo della disabilità, ha visitato la sede di Cesano Boscone più volte anche nel 2020…
Lo scorso anno, la III Domenica di Quaresima, monsignor Delpini aveva celebrato Messa con noi nella chiesa vuota e, tramite televisione e streaming, aveva parlato a tutti. Poi è tornato per celebrare la Via Crucis, ma appunto a causa delle difficoltà del primo lockdown, allora avevamo dovuto ricorrere a una registrazione, che, attraverso i nostri canali interni avevamo successivamente offerto agli ospiti collegati. Quest’anno invece, d’accordo con l’Arcivescovo, siamo riusciti ad averlo presente, prima della celebrazione che presiederà in Duomo.

Qual è la situazione della Sacra Famiglia, relativamente al Covid e alle vaccinazioni, considerato che i vostri assistiti sono persone particolarmente fragili?
Dal punto di vista della pandemia, abbiamo saputo fronteggiare non solo la prima ondata, ma anche la seconda e la terza. Grazie ai nostri responsabili, al direttore sanitario, al direttore generale e al personale, siamo riusciti a gestire l’emergenza. Per quanto riguarda le vaccinazioni, a oggi sono quasi terminate. Manca ancora qualcuno degli operatori per il noto rallentamento legato ad Astrazeneca. Tutti gli ospiti residenziali sono già stati vaccinati, qualcuno aspetta la seconda dose. Il problema aperto, invece, è quello delle 200-250 persone seguite nei Centri diurni, per le quali, attualmente, non abbiamo ricevuto la copertura vaccinale. D’accordo con i loro familiari, stiamo facendo pressione sulle autorità perché questa situazione venga risolta al più presto.

Quanti sono gli ospiti “residenziali” nella struttura di Cesano Boscone?
Sono 670, tra disabili e anziani; gli anziani sono circa 150. Gli operatori invece sono circa un migliaio. La struttura di Cesano, che è la sede centrale, rappresenta la metà di tutta la Fondazione che conta, in totale, 1670 ospiti distribuiti in 23 sedi (per la maggior parte in Lombardia, Piemonte e Liguria), mentre per gli operatori superiamo le 2000 unità.

 

 

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