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Redazione

Oggi si va’ in pellegrinaggio mariano al Santuario di Chelston . Siamo nei giorni della festa della Madonna Assunta e ricordo quando è iniziata questa tradizione circa trent’anni fa. Dobbiamo tornare a Lusaka, la Madonna ci aspetta.

E’ una fredda mattina, ma il piccolo aereo, sempre con 12 persone, decolla che è ancora buio. Dopo tanti tramonti posso finalmente gustare l’alba, lassù oltre le nubi, con il sole che spacca la notte in pochi minuti ed entra abbagliante nella cabina del pilota e trasforma le ali argentate dell’aereo in uno specchio di luce.

Alle 7.30 già siamo al Santuario, con la gente che sta convergendo lì a piedi, in macchina, in taxi, in pullman da ogni angolo della città. Mancano ancora più di tre ore, ma ci sono già sacerdoti pronti per le confessioni. Colazione veloce dalle suorine indiane e poi anch’io mi metto a disposizione, mentre la gente continua ad affluire e il numero dei sacerdoti arriva a quota 25.

Ore e ore di confessioni, all’aperto, ma con raccoglimento. Ascolto nelle lingue che capisco e in quelle che non capisco, ben sapendo che è Lui che perdona, io alzo solo la mano che assolve nel suo nome e il penitente riprende il suo cammino spirituale con un leggero sorriso di ringraziamento.

In realtà il Santuario non esiste ancora. Solo da una settimana sono iniziati i lavori con la posa dei tralicci portanti. C’è una statua della Madonna di Lourdes, un palco per l’altare e una enorme tettoia con panchine di cemento, ma quanta quanta gente a perdita d’occhio, forse ottomila persone e oltre.

Vedo la gioia sul volto dell’Arcivescovo, il suo dialogare con l’assemblea, il suo essere fiero di avere vicino tanti sacerdoti di tutte le età e colori, con la tinta scura ormai dominante, compresi i giovanissimi diaconi. Come Messa è stata quasi breve, solo due ore, oltre a quelle dedicate alle Confessioni.

Al termine vengono presentati gli ospiti: un gruppo di americani oltre a me. «Padre Antonio, se vuole dire qualcosa…». In ciniangia ho detto semplicemente: «I miei occhi sono pieni di gioia nel vedere questo spettacolo di fede, ricordo bene i nomi dei quattro missionari fondatori. La Madonna ci vuole bene, ma è certo che anche noi vogliamo tanto bene a Lei, vero?». C’è stato un applauso, alla Madonna, s’intende.

Si sono sparsi qua e là tutti per un grande pic-nic all’aperto, scena evangelica da moltiplicazione dei pani e dei pesci. Stupendo il saluto che mi ha fatto un bambino di cinque anni, vestito elegantemente di grigio con camicetta bianca, seduto al volante della macchina del papà, tutto contento di vedere un bianco lì in mezzo a loro.

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