L’invito dell’Arcivescovo accolto con entusiasmo nel Decanato che riceve la sua visita pastorale a trent’anni esatti dalla prima compiuta dal cardinale Martini. Ne parla il decano don Olinto Ballarini

di Cristina CONTI

Don Olinto Ballarini
Don Olinto Ballarini

In questo fine settimana l’Arcivescovo ha avviato la visita pastorale al Decanato di Rozzano nella VI Zona. «Il nostro Decanato è  formato da sei Comuni: Locate Triulzi, Rozzano, Pieve Emanuele, Zibido San Giacomo e Basilio – spiega il decano don Olinto Ballarini, responsabile della Comunità pastorale San Giovanni Evangelista di Opera -. In tutto ci sono 18 parrocchie, 3 Comunità pastorali a Rozzano, l’unità pastorale di Valleambrosia e Quinto de’ Stampi, l’unità pastorale di Milano 3 e Basilio Vecchia, a Zibido San Giacomo ci sono tre parrocchie con un unico parroco (non ancora unità pastorale), Mentre a Moirago c’è un amministratore parrocchiale e una sola parrocchia perché l’altra è stata soppressa. In totale abitano circa 100 mila persone».

Quali principali problematiche sociali dovete affrontare?
Le situazioni più difficili riguardano le case popolari di Rozzano e Pieve Emanuele. Qui la Caritas è intervenuta in modo molto bello e concertato in rete con altre associazioni e istituzioni per aiutare le persone che si trovano in difficoltà. D’altra parte, ci sono anche diverse zone in cui c’è un gran numero di seconde case vuote e appartamenti sfitti, frutto di investimenti e acquisti speculativi. È poi diffuso il disagio giovanile in tutte le sue forme: sindromi psicologiche, depressione e devianza. Negli ultimi anni la crisi economica ha coinvolto in modo particolare il settore terziario e l’artigianato. Ci sono grosse zone industriali a Pieve Emanuele, Opera e Rozzano, con più di 2 mila capannoni, di cui molti vuoti, perché le imprese, con gravi cali di fatturato, sono state costrette a chiudere.

Come vi siete preparati all’incontro con l’Arcivescovo?
Abbiamo accolto con entusiasmo il suo invito a svolgere una riflessione sull’amore per la Sacra Scrittura. Tutte le comunità parrocchiali e le parrocchie hanno accolto l’invito a rilanciare la familiarità con questa lettura. Su questo tema avremmo dovuto svolgere un’assemblea diaconale il 19 novembre, ma abbiamo dovuto rimandarla al 19 marzo a causa della pandemia. Le parrocchie sono pronte comunque a consegnare le loro riflessioni in Consiglio pastorale. Il 19 gennaio a Rozzano (presso l’Oratorio S. Angelo di Rozzano) ci sarà l’incontro dell’Arcivescovo con i giovani del Decanato. E per questa occasione c’è stata una bella preparazione, con la formulazione di domande che verranno presentate all’Arcivescovo su temi come la fede, la Chiesa e la cultura del tempo. Chiaramente sarà un appuntamento a presenze limitate per rispettare le regole anti-contagio. La visita pastorale continuerà poi fino alla prima settimana di febbraio.

Una visita piuttosto lunga…
Sì. È importante sottolineare che quest’anno ricorrono i 30 anni dalla prima visita pastorale nel nostro Decanato, fatta dal cardinale Martini nell’aprile del 1991. Il nostro Decanato è stato istituito infatti nel 1983: prima le parrocchie facevano parte del Decanato di Melegnano. Nel corso degli anni le visite degli Arcivescovi sono state più brevi: quella del cardinale Tettamanzi nel 2008 e quella del cardinale Scola nel 2017 si sono svolte in due giornate. Attendiamo perciò con ansia questo momento, in particolare le Messe che l’Arcivescovo celebrerà in ogni parrocchia, in cui i fedeli potranno vederlo da vicino e sentire le sue parole. C’è insomma tanta voglia di incontrarlo, anche se, chiaramente, i posti delle funzioni saranno comunque limitati.

 

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