Nella celebrazione di sabato prossimo l’Arcivescovo benedirà anche una statua del beato Luigi Biraghi, fondatore delle Suore Marcelline

di Nino PISCHETOLA

Nivola

Sabato 15 settembre, alle 15, nel Duomo di Milano l’Arcivescovo presiederà i Primi Vespri nella Festa dell’Esaltazione della Santa Croce e il Rito della “Nivola”. In questa occasione il cardinale Angelo Scola benedirà una statua del beato Luigi Biraghi realizzata apposta per il Duomo e che verrà collocata in una nicchia su un capitello posto in alto nella zona dell’altare.

L’opera, che raffigura il fondatore delle Suore Marcelline con lo sguardo rivolto in basso per benedire e proteggere Milano e gli ambrosiani, è stata scolpita dall’artista milanese Mauro Baldessari. Ai piedi della statua è presente una piccola figura della basilica di S. Ambrogio per richiamare il ritrovamento delle tombe dei due martiri Gervaso e Protaso, da parte appunto del Biraghi che si distinse nel suo tempo anche come studioso di archeologia cristiana.

Monsignor Luigi Biraghi (1801-1879) è conosciuto come un sacerdote di profonda spiritualità e vasta cultura, che profuse nei Sseminari, quale insegnante e direttore spirituale. Fu consigliere dei suoi arcivescovi. Nominato dottore della Biblioteca Ambrosiana, coltivò studi di storia ecclesiastica e di teologia. Nel difficile trapasso della Lombardia dall’Austria al Regno d’Italia, fomentò il dialogo e la pacificazione. Per l’educazione cristiana delle giovani fondò l’Istituto delle Suore Marcelline. Giovanni Paolo II lo ha dichiarato «venerabile» il 20 dicembre 2003. È poi stato proclamato beato il 30 aprile 2006 nel Duomo di Milano insieme a don Luigi Monza.

Sabato prossimo sarà presente in Duomo una folta rappresentanza dell’Istituto delle Suore Marcelline, ex alunne, laici, insegnanti, presidi delle scuole di Milano e del Nord Italia e provenienti anche dalle comunità di Lecce e Bolzano.

La benedizione della statua del beato Luigi Biraghi aprirà una celebrazione assai popolare e che ha lasciato profonda traccia nella tradizione ambrosiana, anche per la singolarità del Rito della “Nivola” che, ogni anno, è presieduto dall’Arcivescovo. La Nivola è una sorta di ascensore il cui aspetto ricorda quello di una grossa nube che si alza verso il cielo. Ecco perché tale congegno è stato ribattezzato dal popolo con il termine dialettale di nivola (nuvola, per l’appunto), nome che ormai, con il passare dei secoli, è diventato ufficiale.

Sulla “Nivola” prende posto l’Arcivescovo per salire fino al reliquiario, prelevare il S. Chiodo e portarlo a terra tra il canto delle litanie dei santi e la lettura del Vangelo della Passione del Signore. La preziosa reliquia della Passione del Signore viene prelevata dalla sua custodia posta sulla volta del presbiterio del Duomo e rimane esposta sull’altar maggiore alla venerazione dei fedeli per tre giorni, secondo una consuetudine che risale a San Carlo Borromeo, il sabato, la domenica e il lunedì più vicini alla festa liturgica dell’Esaltazione della Santa Croce che ricorre il 14 settembre.

Per il Triduo del Santo Chiodo, sono in programma altre celebrazioni in Duomo, sabato 15 settembre l’Eucaristia vigiliare alle 17 (è sospesa la Messa delle 12.45), domenica 16 alle 11 il Pontificale presieduto da monsignor Angelo Mascheroni preceduto dalle Lodi (ore 10.25) e alle 16 Vespri e Processione con il santo Chiodo (altre celebrazioni eucaristiche: ore 7 – 8 – 9.30 – 11 – 12.30 – 17.30). Alla fine del Triduo, lunedì 17, alle ore 17.30 Eucaristia capitolare, celebrazione dei Vespri e riposizione del santo Chiodo nella sua alta custodia, dove rimane fino all’anno seguente.

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