Testimonianze dalla Conferenza nazionale animatori, alla quale hanno partecipato oltre 4000 fedeli carismatici, tra i quali i rappresentanti ambrosiani. Sempre più stretto il rapporto tra RnS e le comunità parrocchiali

di Marcello VILLANI

RnS_Rimini 2011

Un cammino di conversione ed evangelizzazione permanente, una formazione approfondita, una preghiera comunitaria incessante, un’apertura costante al servizio nelle parrocchie, unite all’obbedienza e alla collaborazione all’autorità diocesana, pur nel cammino autonomo. È il “manifesto programmatico” di Rinnovamento nello Spirito Santo, riunitosi a Rimini per la 35ª Conferenza nazionale animatori, alla quale hanno partecipato più di 4.000 fedeli carismatici.

Rinnovamento ha circa 180 gruppi in tutta la Lombardia: nelle sette Zone pastorali della Diocesi di Milano ci sono circa cento gruppi. Solo a Milano città i gruppi sono 30. Il totale dei carismatici lombardi ammonta a circa 8 mila unità, la grande maggioranza dei quali in diocesi di Milano.

Eugenio Gulisano, consigliere nazionale e già coordinatore regionale della Lombardia, attualmente vicecoordinatore regionale e Piero Sebastiano, coordinatore regionale di Rinnovamento nello Spirito Lombardia, descrivono un rapporto sempre più stretto tra le parrocchie e Rinnovamento: «RnS opera da diverso tempo presso le parrocchie. Rinnovamento è nato a Milano nel 1973. Dopo qualche difficoltà nel dialogare con la Diocesi, tutto si è sbloccato tre anni fa, con un incontro voluto dal cardinale Tettamanzi e patrocinato dal parroco del Duomo monsignor Luigi Manganini. In quell’occasione Tettamanzi chiese cosa intendevamo fare in Diocesi. Da allora è sorto un buon dialogo». Il cardinale Tettamanzi dimostrò una grande felicità e un grande desiderio di partecipare alla gioiosità del Rinnovamento e dei suoi canti: «Superando qualche rigidità liturgica – spiega Gulisano -, da allora anche Manganini ci chiese di essere, nell’espressività del nostro carisma, parte della vita della Diocesi con la nostra spiritualità». Tant’è vero che in molte zone milanesi e dell’hinterland si sono molteplicate le iniziative quali i roveti ardenti, l’animazione delle giornate di Pentecoste, con la curiosità e le richieste dei parroci a parteciparvi.

Il coordinatore regionale Sebastiano spiega: «Da una parte c’era un’accettazione non completa del movimento, rispetto agli altri che rappresentavano un po’ il braccio operativo della Chiesa. Dall’altro c’è stata una specie di complesso di inferiorità spirituale dei fratelli di RnS: consideravano vivificante la loro esperienza in RnS, ma al contempo del tutto determinante per la loro vita spirituale operare nella parrocchia. Solo da poco, grazie anche allo sdoganamento ulteriore operato da Giovanni Paolo II, il cammino di fede interno a RnS è percepito come cammino completo. E anche le sue attività collaterali caritatevoli, evangelizzatrici, formative…». Il rapporto con le parrocchie migliora: «I parroci si sono accorti che RnS non toglie, ma aggiunge fedeli alle chiese. Come disse Paolo VI nel 1975, in San Pietro, nella giornata di Pentecoste, RnS è “una chance” per la Chiesa cattolica».

Cosa chiedere, dunque, al nuovo arcivescovo, cardinale Angelo Scola? «Di continuare nell’apertura avuta dal suo predecessore – afferma Sebastiano -, confidando che non siamo al punto zero. Scola è aperto ai movimenti, già di base, e questo ci fa ben sperare in un’ulteriore apertura. Due momenti saranno fondanti: l’Incontro mondiale per le famiglie e l’iniziativa di evangelizzazione che coinvolgerà le dieci più grandi città italiane sui dieci comandamenti, voluto dal Pontificio Consiglio di Evangelizzazione presieduto da monsignor Rino Fisichella. Sicuramente ci sarà una giornata in cui il cardinale Scola coopererà, e noi con lui, per uno dei comandamenti. Sarà un momento importantissimo».

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