Le parole di Benedetto XVI all’udienza generale nell’Aula Paolo VI: «Continuate a pregare per il Papa, per la Chiesa e per il futuro Papa». Il Conclave avrà inizio a metà marzo

Benedetto XVI_Udienza generale 13-02-13

Un atto compiuto «in piena libertà per il bene della Chiesa», sostenuto dalla «certezza che la Chiesa è di Cristo», che «non le farà mai mancare la sua guida e la sua cura». Così il Papa ha spiegato oggi ai fedeli, all’inizio dell’udienza generale, la sua decisione di rinunciare al ministero di successore di Pietro.

Appena entrato nell’Aula Paolo VI, dove lo accoglievano oggi circa 3.500 fedeli (ma molti altri erano in piazza San Pietro), Benedetto XVI è stato salutato da un lunghissimo applauso, che si è ripetuto anche quando ha spiegato ai fedeli i motivi della sua scelta di rinunciare: «Cari fratelli e sorelle, come sapete ho deciso di rinunciare al ministero che il Signore mi ha affidato il 19 aprile 2005. Ho fatto questo in piena libertà per il bene della Chiesa, dopo aver pregato a lungo e aver esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravità di tale atto, ma altrettanto consapevole di non essere più in grado di svolgere il ministero petrino con quella forza che esso richiede. Mi sostiene e mi illumina la certezza che la Chiesa è di Cristo, il Quale non le farà mai mancare la sua guida e la sua cura».

«Ho sentito quasi fisicamente – ha rivelato il Santo Padre – in questi giorni, per me non facili, il vostro affetto e la vostra preghiera. Ringrazio tutti per l’amore e la preghiera con cui mi avete accompagnato. Continuate a pregare per il Papa, per la Chiesa e per il futuro Papa».

Il briefing di padre Lombardi

Giovedì 28 febbraio, alle 11 nella Sala Clementina, i cardinali saluteranno il Papa. Ad annunciarlo è stato padre Lombardi, che nel briefing di oggi ha fatto l’elenco – completo e dettagliato – degli impegni di Benedetto XVI fino al termine del suo pontificato. Non si conoscono ancora i “dettagli” dell’incontro, ma quello che è certo – ha assicurato il portavoce vaticano – è che, alle 17, è prevista la partenza in elicottero del Santo Padre per Castel Gandolfo. Il 17 febbraio come di consueto l’Angelus, il 18 l’inizio degli esercizi spirituali in Vaticano, predicati dal cardinale Ravasi, poi come di consueto la settimana seguente nessun impegno per il Pontefice, che sabato 23, prima dell’udienza al presidente Napolitano, alle 9 – come è sempre accaduto – dirà alcune parole di ringraziamento, dopo il momento di preghiera. Domenica 24, alle 12, ancora l’Angelus, mentre lunedì 25 il Papa incontrerà «alcuni cardinali, in udienza singola». Le visite ad limina di quella settimana «sono annullate, si concludono questa settimana», ha precisato il direttore della sala stampa della Santa Sede. Martedì 26 il giorno libero del Santo Padre, come di consueto, cui seguirà il 27 l’ultima udienza generale, che si terrà in Piazza San Pietro, alle 10.30, per consentire al massimo l’afflusso dei fedeli.

Il pontificato di Benedetto XVI termina alle 20 del 28 febbraio, dopodiché ha inizio il periodo di “sede vacante”, durante il quale – come stabilisce la costituzione Universi Dominici Gregis – hanno luogo le Congregazioni generali dei cardinali, in preparazione al Conclave, che deve svolgersi in una data compresa tra il 15° e il 20° giorno dall’inizio della sede vacante, dunque intorno a metà marzo. A ricordarlo, rispondendo alle domande dei giornalisti, è stato padre Lombardi, che a proposito dello «stato d’animo» dei cardinali ha rivelato: «Mi sembra che ci sia certamente, per molti, uno stato d’animo ancora di sorpresa e quindi di riflessione sul significato di questa decisione del Papa, e su ciò che questo comporta per la Chiesa». Quanto al “titolo” che spetterebbe a Benedetto XVI dopo la rinuncia al suo ministero, padre Lombardi ha risposto: «Non sappiamo qual è il titolo esatto con cui dovremo appellare papa Benedetto dopo la rinuncia. Aspettiamo che le persone competenti si pronuncino in maniera autorevole e attendibile». Interrogato sulla questione dell’anello piscatorio, e della sua prevista restituzione e distruzione in caso di rinuncia, padre Lombardi ha detto che «non è una cerimonia, ma un adempimento nei primi giorni della sede vacante».

Nessun dettaglio è inoltre trapelato, finora, su quale sarà l’abito che Benedetto XVI indosserà dopo il 28 febbraio. Interpellato in merito a ciò che farà il suo segretario, monsignor Georg Gaenswein, Lombardi ha risposto che, dopo il 28 febbraio, «non decade» dalla carica di prefetto della Casa pontificia: «Non penso che il Papa abbia bisogno di un vescovo come segretario particolare», ha commentato.

Sempre a proposito di nomine, il portavoce vaticano ha informato che prossimamente verrà reso noto il nome del nuovo presidente dello Ior. Tra le nomine che riguarderanno il prossimo Conclave, c’è invece quella di monsignor Giuseppe Sciacca a uditore generale della Camera apostolica, guidata dal Camerlengo, cardinale Bertone, e dal vicecamerlengo, monsignor Celata.

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