All’Ambrosianeum di Milano incontro con Miriam Camerini, Elena Lea Bartolini De Angeli e Lidia Maggi, moderato da Piergiorgio Acquaviva, presidente del Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano

di Rosangela VEGETTI

menorah

Si conclude la riflessione sui dieci comandamenti che Dio consegnò a Mosè sul Sinai e si corona la Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei che da vent’anni si tiene il 17 gennaio: quest’anno l’appuntamento è per domenica 17 gennaio alle 18 all’Ambrosianeum (via delle Ore 3, Milano). La riflessione sarà condotta da Miriam Camerini, scrittrice e regista, Elena Lea Bartolini De Angeli, docente di Giudaismo, Lidia Maggi, pastora della Chiesa Battista, modera Piergiorgio Acquaviva, presidente del Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano.

«Con la comune riflessione ebraica e cristiana sulla Decima Parola arriviamo a conclusione di questo tratto di cammino fatto insieme, che negli ultimi dieci anni ci ha portato a meditare sulle Dieci Parole di Esodo 20 e Deuteronomio», si legge nella presentazione del libretto che accompagna la ricorrenza ed è firmato da monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, e da Rav Giuseppe Momigliano, presidente dell’Assemblea dei rabbini d’Italia. Il testo nella traduzione italiana di Es 20,17 dice: «Non desidererai la casa del tuo prossimo. Non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo né la sua schiava, né il suo bue né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo».

Le Dieci Parole, o comandamenti, che Dio impresse sulle tavole di pietra e consegnò a Mosè sul Sinai perché le portasse al popolo, contengono il disegno di Dio sull’umanità e la Decima Parola ci insegna a purificare i nostri desideri, a orientarli al disegno di Dio. In particolare, «Non desiderare…» contiene i precetti rivolti ai rapporti tra gli uomini e richiama la responsabilità che ogni persona deve sentire di non nuocere al prossimo né con le azioni e neppure con il pensiero e i sentimenti di invidia e di sopraffazione.

Il dialogo tra ebrei e cristiani è un fecondo percorso di reciproca conoscenza e di approfondimento della Parola di Dio che il Concilio Vaticano II ha indicato come pietra miliare di una nuova epoca, e tale è stata per tutti questi anni, passo dopo passo, la progressiva creazione di un fraterno dialogo che alimenta sempre nuovi e arricchenti incontri.

 

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