Redazione

Giorgio La Pira, sindaco di Firenze, saputa la notizia della Missione di Milano, invia l’arcivescovo Montini una lettera di supporto all’iniziativa.

di Antonio Airò

Da Firenze, dove è sindaco della città, Giorgio La Pira, con il suo linguaggio che tiene insieme realismo e profezia, mostra di essere in piena sintonia con Montini. Alla lettura de Il Corriere della sera del 20 ottobre, con la cronaca dell’incontro a Palazzo Marino, di getto gli scrive: “Non è una notizia di cronaca. E’ un’indicazione di storia sacra. Che l’arcivescovo di Milano – successore di Sant’Ambrogio (cioè tutta o quasi la storia della Chiesa e della civiltà cristiana ) – si rechi ufficialmente dal sindaco di Milano per dirgli che avrà luogo la grande Missione cittadina, questo non è un fatto di cortesia politica o amministrativa; non è un atto di retorica e di tattica: è l’indicazione dell’unica – in questo senso – sacra corresponsabilità che pesa sul vescovo e sull’autorità civile nel guidare il popolo di Dio verso i suoi destini cristiani, celesti e terrestri, temporali ed eterni. Grazie, eccellenza, per questo gesto denso di valore: gesto che non appartiene alla storia di Milano ma alla storia della Chiesa di oggi e della civiltà di oggi”.

La lettera del sindaco di Firenze coglie in pieno il cuore della Missione collocandola in un contesto ecclesiale che va oltre l’avvenimento vero e proprio. La Pira rileva, infatti, “che già tutta l’ideazione ha un suo particolare valore: è come se la Chiesa milanese _ quasi i in rappresentanza di tutte le Chiese e della Chiesa universale _ libera da ogni legame temporale di qualsiasi tipo, con l’occhio dell’anima e del cuore unito al Padre, si lanciasse con audacia per nuove ‘avventure’ di fede e di speranza nel mondo presente. Un cammino nuovo, un’avanzata nuova fondata sulla pietra del digiuno (bella!) e dell’orazione. Andrà tutto bene, eccellenza. Il Signore sarà certamente largo di doni per questa grande Chiesa ambrosiana. Verso la quale si rivolge con amore lo sguardo di molti”.

C’è l’eco, e l’annuncio, in queste parole di La Pira , di quella ‘primavera’ della Chiesa che Pio XII, nel finire del suo pontificato, intravede e che con Giovanni XXIII troverà nel Concilio quella condivisione delle gioie e dei dolori, dei timori e delle speranze di tutti gli uomini.

A Milano sul finire di quel 1957, la Missione si presenta come un grande appuntamento _ forse il più ambizioso per quei tempi e non solo per la Chiesa ambrosiana _ da affrontare appunto con l’occhio dell’anima e del cuore, secondo la felice espressione di La Pira. Con la consapevolezza che a Milano si intende avviare un nuovo cammino nella storia dell’evangelizzazione. Che va oltre il perimetro della metropoli ambrosiana.

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