Redazione

La settimana delle donne ebbe un grande successo di partecipazione. Un po’ c’era da aspettarselo, dato che erano loro le più assidue frequentatrici delle parrocchie, ma i numeri andarono al di là delle migliori aspettative

di Antonio Airò

Il maltempo di domenica 10, giorno di inizio con la Messa della Missione per le donne, non impedisce che si riempissero le chiese (secondo la cronaca della “Rivista del clero”). In realtà la “corsa alla predica”, come con benevola ironia fu definita, registra un inizio lento, con una partecipazione ai corsi discreta ma non vivace. Questa cresce considerevolmente nel corso della settimana. Le cifre per quel che valgono sono eloquenti.
La predicazione speciale, alle 21, si svolge in tutte le 127 parrocchie di Milano; in 111, con orari alle 10,30 e alle 15, la Missione è riservata a due categorie particolarmente numerose, le casalinghe e le domestiche. E non vengono trascurate, per un totale di 15 corsi, maestre e insegnanti delle medie, indossatrici, infermiere professionali, assistenti sociali, crocerossine, le esercenti le sale cinematografiche e le loro dipendenti. Molte donne, inoltre, partecipano la settimana successiva alla Missione riservata agli uomini e alle diverse categorie.

Quale il bilancio? Sul piano dei numeri le cose vanno bene. “Maggior parte donne Sant’Agostino presenti Missione”, telegrafa il parroco, il salesiano don Laiolo. Una signora scrive a Montini; “Ho messo in tutte le caselle del mio caseggiato i giornali della Missione e ho ricordato ai miei inquilini di recarsi in chiesa per le prediche quotidiane”.
Un interessante dato statistico viene dalla parrocchia di san Nereo e Achilleo: su poco più di 2000 donne, 700 sono quelle che hanno partecipato a tutti gli incontri della Missione, 840 quelle presenti qualche volta, 496 quelle che l’hanno ignorata.
Ma parecchie delle assenti _ si legge nella relazione _ avevano motivate ragioni: la partecipazione agli incontri nelle scuole o problemi di salute. Cifre e percentuali simili si possono riscontrare in numerose parrocchie.

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