L’Arcivescovo ha incontrato a Eupilio le appartenenti all’Ordo Virginum della Diocesi di Milano, una sessantina tra consacrate e in via di formazione

di Gloria MARI

ordo virginum

Un proficuo incontro quello di mercoledì 27 agosto tra le appartenenti all’Ordo Virginum della Diocesi di Milano e l’Arcivescovo. Il cardinale Angelo Scola è intervenuto presso la casa di ritiri spirituali di Eupilio (Co). Un momento molto atteso da parte di tutte coloro che erano già presenti (una sessantina tra consacrate e in via di formazione) nella struttura dei Padri Barnabiti dal 25 agosto, per le giornate di formazione estiva.

L’Arcivescovo, preferendo mantenere un tono colloquiale, ha risposto puntualmente alle domande poste da alcune rappresentanti. In esse ha colto anche l’occasione per richiamare la nota pastorale “L’Ordo Virginum nella Chiesa in Italia” a cura della Commissione episcopale per il clero e la vita consacrata della Conferenza episcopale italiana (Cei), uscita a marzo di quest’anno. Nel documento finale si legge: «Nella stagione post-conciliare è rifiorita la forma di consacrazione dell’Ordo Virginum, che ha radici molto antiche, ma presenta anche concreti tratti inediti. Le donne che hanno riconosciuto in questa particolare forma di vita la loro vocazione, come pure i Vescovi che hanno accolto e promosso questo carisma, avvertono la necessità di orientamenti e indicazioni per elaborare criteri comuni e attivare prassi condivise di discernimento, di formazione e di cura pastorale delle donne consacrate nell’“Ordine delle Vergini”».

L’Arcivescovo rivolgendosi a una platea attentissima ha parlato di una “vocazione delicata” riassumibile in un «partire senza partire, restando immerse nel “campo del mondo”». Valorizzando la libertà ma anche l’importanza dell’appartenenza alla comunità cristiana in un rapporto fondamentale con il proprio Vescovo e il suo delegato.

Il prossimo incontro tra l’Ordo Virginum di Milano e il cardinale Scola avverrà sabato 20 settembre con le consacrazioni pubbliche e solenni di quattro persone, secondo l’antico rito della “Consecratio Virginum”.

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