A Palazzo Moriggia un dibattito sulle implicazioni etiche, normative e religiose, con la partecipazione di esponenti cattolici e di altre confessioni cristiane, ebraici, musulmani e buddisti

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Una riflessione sulle implicazioni etiche, normative e religiose del testamento biologico condotta secondo le diverse sensibilità di cultura e di fede: questo il contesto dell’incontro in programma lunedì 15 ottobre, alle 17.30, presso Palazzo Moriggia – Museo del Risorgimento (via Borgonuovo 23, Milano). A promuoverlo, «Insieme per prenderci cura», Biblioteca Ambrosiana, Associazione Medica Ebraica, Coreis (Comunità Religiosa Islamica Italiana), Opi (Ordine Professioni Infermieristiche) e Bpso.

A moderare l’evento sarà Rosanna Supino, presidente dell’Associazione Medica Ebraica. Porteranno i saluti istituzionali Lorenzo Lipparini (assessore alla Partecipazione – Comune di Milano), Daniela Mainini (presidente del Centro Studi Grande Milano), Pier Francesco Fumagalli (socio onorario Rotary Club Mi-No e Dottore dell’Ambrosiana) e Roberto Carlo Rossi (presidente OMCeO Milano). Le relazioni saranno di Laura Boella (ordinario di Filosofia morale, Università degli Studi di Milano), Andrea Zuccotti (direttore Servizi Civici, Comune di Milano), Giorgio Lambertenghi Deliliers (Fondazione Culturale Ambrosianeum, Milano), Daniela Di Carlo (pastora Tempio Valdese di Milano), David Sciunnach (vice-rabbino Capo Comunità di Milano, presidente del Tribunale Rabbinico del Nord-Italia), Yusuf Abd Al Hakim Carrara (vicepresidente della Comunità Religiosa Islamica Italiana), Tenzin Khentse (Venerabile, monaco buddista di tradizione tibetana) e Sergio Fucci (giurista e bioeticista). Discussione e conclusioni sono previste per le 19.35.

«Insieme per prenderci cura» è un progetto nato dalla necessità di mettere in comunicazione, in modo efficace e qualificato, diversi ambiti della società italiana, sempre più multiculturale e multietnica. In particolare il mondo ospedaliero nel quale convergono una varietà di figure professionali e assistiti di ogni provenienza, lingua, cultura e religione. Medici, operatori sanitari, assistenti spirituali e assistiti si trovano oggi di fronte a nuove sfide etiche, per le quali è necessario prima di tutto un dialogo e una conoscenza più approfondita delle rispettive esigenze. Un processo di cura che tenga conto della dimensione spirituale della persona assistita – con particolare riferimento alle tre religioni monoteiste, Islam, Cristianesimo, Ebraismo, con approfondimenti anche su Induismo e Buddismo – rappresenta un valore irrinunciabile della persona, a prescindere dal proprio ruolo professionale e dalle proprie convinzioni di fede. Il progetto intende dare spazio a ciascuna delle realtà che concorrono alla cura. Tale prospettiva risponde a un’esigenza reale nella vita di uomini e donne che vivono l’esperienza ospedaliera, per necessità o per lavoro.

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