Dal 1° novembre l’azienda Zini Prodotti Alimentari offrirà i propri prodotti per un quantitativo stimato tra i 30 e i 50 quintali. E c’è la disponibilità di continuare anche dopo. Sarà inoltre proseguita la sinergia con Coop Lombardia, attraverso la consegna delle eccedenze di due punti vendita della metropoli

di Annamaria BRACCINI

refettorio ambrosiano

Cosa vuole essere – e ci riuscirà – il Refettorio ambrosiano dal 1° novembre in poi. Come è ovvio, prima dei bilanci ufficiali a Expo chiusa, ci si sta già pensando, guardando al domani ormai prossimo, dopo i mesi in cui il Refettorio ha segnato un punto fermo per i valori che rappresenta, per la bellezza del luogo reso alla città, per ciò che ha voluto indicare: cibo di altissimo livello, ogni sera per cento coperti cucinato da grandi Chef del mondo per persone in difficoltà. E non solo: perché, nel giro di qualche decina di settimane (dal 4 giugno) il Refettorio è divenuto luogo aggregativo per la Comunità della parrocchia e del quartiere, attraverso tanti incontri e pranzi che hanno visto coinvolti, ad esempio, gli anziani della zona.
E così ha ragione chi nota, che «se c’è una parola che manca nella “Carta di Milano”, è proprio il Refettorio ambrosiano con il modello che ha proposto e che continuerà a concretizzare da adesso». Un futuro che ha bisogno, tuttavia, di sinergie, come quella che viene resa pubblica ufficialmente nella conferenza stampa che si svolge, appunto all’ex teatro della parrocchia di Greco, per annunciare l’avvio di una collaborazione importante.
Infatti, dal 1° novembre, l’azienda Zini Prodotti Alimentari – peraltro già presente al sito espositivo con un proprio Corner Gourmet – donerà lungo un intero anno la propria pasta per un quantitativo stimato tra i 30 e i 50 quintali.
«Un’occasione bella e che abbiamo subito voluto cogliere e condividere», spiega l’amministratore delegato di Zini, Maurizio Vezzani, presente al Refettorio unitamente a don Davide Milani e Luciano Gualzetti, vicedirettore di Caritas Ambrosiana e vicecommissario del Padiglione della Santa Sede in Expo. È, infatti, lui a ricordare: «La presenza ecclesiale e la Caritas si sono fatte portatrici nell’Esposizione di questa attenzione a chi è in difficoltà e a chi non riesce a sfamarsi, soprattutto nel Sud del mondo, dell’allarme lanciato per i 53 milioni di persone che hanno povertà alimentari in Europa, degli appelli per denunciare le ingiustizie economico-finanziarie, lo sfruttamento indiscriminato delle risorse e le povertà che ne derivano, sensibilizzando soprattutto chi governa e ha responsabilità decisionali». E tutto secondo quella logica cha ha permesso la nascita e l’avvio di una sostenibilità del “farsi prossimo” che ha portato, fino a oggi, a ridistribuire ben 15 tonnellate di cibo che in Expo sarebbero state gettate e che invece sono state utilizzate dal Refettorio, nella misura di 10 quintali, e da altre mense Caritas per altri cinque. Da qui la ricerca di nuove sinergie per il dopo- Esposizione secondo il meccanismo del crowdfunding, consolidando collaborazioni già esistenti, ma aprendo anche nuove strade, attraverso «un azionariato diffuso della beneficenza».
E mentre Gennaro Esposito della “Torre del Saracino” sta preparando la cena per la sera, Maurizio Vezzani e il suo chef Thomas Morazzini, che collabora con la azienda Zini da diversi anni, parlano con soddisfazione della partecipazione all’iniziativa.
«Il fatto di esse stati scelti come partners ci fa molto piacere. Come “pastificio di Milano” è venuto quasi naturale», dice il Ceo. «Il nostro, da tre generazioni, è un prodotto di pasta fresca surgelata che nasce da una precisa scelta, figlia della volontà di non modificare in nulla l’essenza della pasta. Il ciclo del freddo permette di non produrre sprechi, tuttavia, avendo anche la pasta refrigerata, un periodo di validità di 18 mesi, si possono generare eccedenze, specie negli ultimi tre mesi del periodo, poiché il prodotto, per motivi squisitamente commerciali non viene venduto. Mai come in questa situazione il prodotto di pasta ripiena, come i ravioli, può essere valorizzato, perché è un pasto completo di proteine e carboidrati».
E così gli ospiti del Refettorio mangeranno, come primo piatto, pasta ripiena di carne e di verdura, ma a anche di pesce, gnocchi di patate, pasta corta e all’uovo, senza dimenticare specialità come le lasagne.  
Insomma, un momento significativo anche per rilanciare appunto la ricerca di collaborazioni come quella con la Zini o con gli olivicoltori dell’Umbria che hanno già donato olio per un anno.   
«Ma serve altro», conclude Gualzetti, ricordando che sarà proseguita la sinergia con Lombardia, attraverso non più, come è ovvio, il “Supermercato del futuro” in Expo – che ha fornito le eccedenze in questi mesi –, ma due punti vendita di Milano.
Aperto ogni sera, da lunedì a venerdì, dalle ore 18, il Refettorio si avvarrà – in continuità con il semestre di Expo – di due cuochi professionisti che metteranno così a frutto quanto appreso dagli oltre quaranta Chef passati dalla struttura, di un educatore per l’accoglienza e, a turno, di circa 80 volontari.    
E, prima del cooking show di Morazzini la sintesi forse più bella: «Quanta pasta ci date per i poveri?», chiede don Milani. «Quanta ne avete bisogno?», risponde Vezzani. «Siamo disponibilissimi ad andare anche oltre un anno». Una notizia in tempo reale.

 

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