Le cooperative sociali della rete «Riuse» che curano l’operazione hanno appena pubblicato on line il bilancio sociale: il ricavo è pari a circa 460 mila euro, dal documento si ricava anche come sono stati impiegati

di Francesco CHIAVARINI

cassonetti Caritas

Le cooperative sociali della rete «Riuse» che raccolgono gli indumenti usati per conto di Caritas Ambrosiana, hanno appena pubblicato on line il bilancio sociale. Da quel documento è possibile capire come sono stati impiegati i proventi generati da questa attività.

La vendita diretta come indumenti usati o come materia prima (cotone, lana, acrilico, eccetera) degli indumenti raccolti con i cassonetti della Caritas ha permesso di realizzare un valore economico pari a circa 460 mila euro. Tutte queste risorse sono state reinvestite sul territorio a favore delle persone più svantaggiate.

In particolare nell’anno appena passato 143 mila euro sono serviti alle cooperative sociali per avviare nuove attività e servizi che hanno generato nuovi posti di lavoro per persone svantaggiate e disoccupati che non riuscivano a ricollocarsi; 317 mila euro hanno finanziato sette progetti sociali, ognuno dei quali condiviso con Caritas Ambrosiana e gestito dalle Cooperative sociali aderenti al Consorzio «Farsi prossimo».

La quota maggiore, 140 mila euro, è stata utilizzata per sostenere le spese di ristrutturazione di «Casa Suraya» a Milano, il centro di accoglienza aperto in tempi da record lo scorso anno per dare ospitalità alle famiglie siriane in transito per la città, una delle emergenze sociali più gravi cui il capoluogo lombardo si trova a far fronte da oltre un anno e mezzo. 85.124 euro sono stati impiegati, invece, per dare avvio a un progetto innovativo: un centro terapeutico all’avanguardia per adolescenti seguiti dal reparto di Neuropsichiatria infantile dell’Azienda Ospedaliera di Lecco. Altri 44.876 euro sono andati alla cooperativa sociale «Farsi prossimo» per il recupero e l’acquisto degli arredi di un appartamento a Rogoredo per madri e padri soli e i loro figli.

Tra i sette progetti resi possibili dalla valorizzazione degli indumenti usati ci sono inoltre: il supporto all’accoglienza di oltre 200 minori stranieri non accompagnati (17 mila euro per il progetto «Emergenze sostenibili») del Consorzio «Farsi prossimo», il sostegno ad alcune famiglie rom che hanno abbandonato i campi (10 mila euro), l’aiuto agli anziani in alcuni quartieri di Lecco (10 mila euro), l’affiancamento e il supporto a persone in cerca di lavoro (10 mila euro).

Per essere certi che i propri abiti facciano questa fine, occorre conferirli nei soli cassetti gialli che recano il marchio «Dona Valore» e il logo di Caritas Ambrosiana. Ce ne sono 1500 in tutta la Diocesi di Milano. Complessivamente consentono di raccoglie ogni anno ottomila tonnellate di indumenti, pari a oltre 400 tir.

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