Il cardinale Scola nella "sua" Lecco per amministrare la Cresima a 79 ragazzi: «Oggi è l’inizio della vostra della maturità»

di Annamaria BRACCINI

Lecco Cresima

«Questo è il giorno più importante della vostra vita». Il Cardinale arriva, finalmente in una bella mattina di sole, a Lecco nella basilica San Nicolò e i 79 ragazzi a cui si rivolge, con queste parole iniziali, sono i cresimandi che dalle sue mani – come Arcivescovo di Milano é la prima volta – riceveranno dopo poco il sacramento della Confermazione.
«Bentornato nella sua Lecco», dice nell’indirizzo di saluto il prevosto, monsignor Franco Cecchin, il clima è di raccoglimento nonostante la moltissima gente che la pur grande basilica non riesce a contenere. E il pensiero dell’Arcivescovo, in apertura dell’omelia, torna agli splendidi luoghi che quasi circondano in un’ideale abbraccio – «permanente», lo definisce – la comunità.
«In questa grandiosa festa che é la SS. Trinità, dobbiamo tutti avvertire la responsabilità – specie i padrini e la madrine – di aprire questi ragazzi all’esistenza che sta sta davanti a loro come una prateria verdeggiante».
Una vita che i giovani comprenderanno a pieno solo amando ed essendo amati: «Dovete imparare il bell’amore, perché Dio stesso, nella Trinità, è relazione e amore», prosegue il Cardinale, rivolgendosi ancora direttamente ai cresimandi – tra loro anche il nipote del Cardinale, Giovanni – e ai tanti ragazzi presenti.
«La Cresima é un dono che viene in noi come espressione dell’amore costante di Dio che ci invia il suo Spirito». Quello Spirito che è, come dice la Scrittura, un ‘vento’, una presenza delicata, una brezza leggera, «Spirito santo che porta con sé i 7 doni e i 12 frutti come segno e descrizione del processo di educazione e maturazione della nostra persona». Insomma, ciò che permette «di diventare uomini veri, cristiani autentici e cittadini validi».
Da qui il monito e l’invito a «rimanere fedeli al dono dello Spirito», attraverso cui, secondo la bella definizione di San Gregorio Magno, é Dio stesso che prende dimora presso di noi.
«Oggi é l’inizio della vostra maturità. Il segreto per rimanere fedeli al dono dello Spirito, é avere la capacità di comunicarlo, di renderne testimonianza, così nulla, vi potrà separare mai dall’amore di Dio». Nemmeno le prove perché «Dio non turba mai la gioia dei suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande», come Manzoni, forse proprio guardando questi luoghi, scriveva nell’ottavo capitolo dei Promessi Sposi.
Luoghi su cui, al termine della celebrazione, torna la riflessione del Cardinale. «Per me è sempre molto bello e commovente tornare qui, mi torna alla mente quando ero bambino, ma la memoria è anche un pungolo in questa questa terra che, seppure impastata della grande tradizione cristiana, sente oggi la difficoltà di comunicare la bellezza dell’essere cristiani. In questo senso, la Confermazione che hanno ricevuto oggi questi 79 bambini indica la possibilità di essere immersi in una vicenda di fede che permette di individuare le strade per una vita buona».
Anche il gesto significativo che sia L’Arcivescovo stesso ad amministrare la Cresima, trova spazio nelle sue parole: «Una volta il ritmo di vita era diverso e i Vescovi potevano cresimare tutti i giorni. Oggi, evidentemente, non è più possibile – spiega il Cardinale che, ricorda, ricevette la Cresima alle cinque e mezzo del mattino – tuttavia, nella ripresa del tema dell’iniziazione cristiana abbiamo voluto marcare molto bene che il sacramento della Confermazione ha come ministro normale il Vescovo. Individueremo, quindi, coloro che potranno rappresentarlo personalmente, perché è importate che la Cresima faccia percepire al ragazzo il suo inserimento nella Chiesa particolare milanese, É chiaro quanto sia, allora, rappresentativa, per mantenere questo carattere di ambrosianità, la figura del Vescovo.
E il pensiero va anche all’incontro con tutto il clero, martedì in Duomo. «Ci siamo impegnati con la Lettera pastorale a compiere una verifica, cercando un giusto equilibrio per tutte le importantissime riforme che sono state introdotte negli anni passati. Abbiamo allora convocato il clero per comunicare le decisioni prese e trasformare questi "cantieri" in linee di cammino. Inoltre, questo raduno rivolto all’intero presbiterio ambrosiano, intende proporre l’iniziativa pastorale che si partirà l’8 settembre attraverso la pubblicazione della nuova Lettera Pastorale intitolata “Il campo è il mondo. Percorrere vie incontro all’umano”. Dobbiamo aiutare e aiutarci a portare Gesù, compagno al cammino dell’uomo, in tutti gli ambienti dell’umana esistenza.

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