Redazione

L’ufficio diocesano per la pastorale missionaria e la Caritas Ambrosiana, in occasione della Quaresima di fraternità, suggeriscono alle parrocchie di sostenere quattro progetti di sviluppo in Costa d’Avorio, Giordania, Montenegro e Perù.

di Dario Paladini

I volontari delle caritas di Montenegro e Giordania, i bambini in Perù e Costa d’Avorio: sono i destinatari dei progetti per una Quaresima di fraternità proposti da Caritas Ambrosiana e Ufficio diocesano per la pastorale missionaria. Inoltre, l’Ufficio Missionario propone anche il sostegno alle missioni diocesane, dove operano sacerdoti e laici inviati direttamente dalla diocesi di Milano. Questi in sintesi i quattro progetti di sviluppo.

Montenegro. Le fattorie della solidarietà. L’avviamento di due fattorie, nei decanati di Bar e Ulcinj, permetterà alle rispettive caritas un introito col quale finanziare progetti di aiuto per circa 200 anziani, 300 famiglie povere e 60 bambini orfani di uno o entrambi i genitori. Importo totale progetto: 20 mila euro.

Giordania. Di mano in mano. Il progetto prevede la formazione di 500 volontari, provenienti da parrocchie, scuole e comunità. L’obiettivo dei corsi di formazione è quello di fornire ai volontari conoscenze per la gestione dei progetti d’aiuto e strumenti per la sensibilizzazione delle comunità locali all’impegno sociale. Importo progetto: 25 mila euro.

Perù. Una scuola per bimbi veramente speciali. Il progetto prevede la costruzione di una scuola elementare nella diocesi di Huacho, nella quale particolare attenzione verrà data ai bambini disabili attraverso il coinvolgimento di psicologi, fisioterapisti e insegnanti di sostegno specializzati. L’aiuto chiesto servirà per finanziare la costruzione dei locali adibiti a cucina e mensa e alla costruzione della recinzione in muratura. Importo progetto: 25 mila euro.

Costa d’Avorio. Una casa nuova per i bambini dell’orfanotrofio. La Costa d’Avorio dal 2002 è divisa in due da una guerra civile che finora a provocato solo morte e distruzione. Le suore di Maria Consolatrice, prima della guerra gestivano una scuola materna. «Con la guerra», racconta suor Césarine, «le scuole sono state chiuse. Ma, ad un certo punto, hanno cominciato a venire da noi i papà con i loro bambini in braccio, chiedendoci un aiuto perché la mamma era morta durante o in seguito al parto, non essendoci più assistenza medica». Oggi gli orfani di madre o di entrambi i genitori curati dalle suore sono 25. Il contributo richiesto servirà per adeguare i locali all’accoglienza dei piccoli orfani. Importo totale progetto: 25 mila euro.

Sul sito www.caritas.it e sulle pagine dell’Ufficio Missionario www.chiesadimilano.it/missionario è possibile trovare tutta la documentazione relativa ai progetti e un dossier di approfondimento sulle realtà dei Paesi nei quali verranno sviluppati i progetti.

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