Mercoledì 11 gennaio si terrà alla Lateranense un convegno in preparazione al VII Incontro mondiale delle famiglie

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«Quale famiglia per quale società». È il titolo del convegno che si svolgerà il prossimo 11 gennaio alle 10 nella cornice dell’Auditorium Giovanni Paolo II presso la Pontificia Università Lateranense. Organizzato dall’Istituto pastorale Redemptor Hominis dell’Ateneo del Laterano e dal Pontificio Istituto Giovanni Paolo per studi su matrimonio e famiglia, il simposio si colloca tra le iniziative ufficiali in preparazione al VII Incontro mondiale delle famiglie (Milano, 30 maggio-3 giugno 2012). L’evento, che avrà come tema “La Famiglia: il lavoro e la festa”, «costituisce – afferma Benedetto XVI – un’occasione privilegiata per ripensare il lavoro e la festa nella prospettiva di una famiglia unita e aperta alla vita, ben inserita nella società e nella Chiesa, attenta alla qualità delle relazioni oltre che all’economia dello stesso nucleo familiare».
Dopo i saluti del Rettore della Lateranense, il vescovo Enrico dal Covolo e del preside dell’Istituto Giovanni Paolo II Livio Melina, interverranno don Davide Milani (responsabile Comunicazioni sociali della diocesi di Milano e del VII Incontro mondiale delle famiglie)su “L’incontro del Papa con le famiglie: evento di grazia”, José Noriega Bastos (Pontificio istituto Giovanni Paolo II) su “Le narrazioni del cinema e il bene della famiglia” e Chiara Palazzini (Vice Preside dell’Istituto Pastorale Redemptor Hominis) che relazionerà su “Le relazioni familiari tra realtà e fiction”.
Modererà il simposio Dario Edoardo Viganò, Preside dell’Istituto Redemptor Hominis mentre le conclusioni saranno affidare al cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio consiglio per la famiglia.
Sono previste, inoltre, le testimonianze degli attori Alessio Boni e Cristiana Capotondi e del regista Guida Chiesa.
«Con questa iniziativa – spiega Dario Edoardo Viganò – intendiamo riflettere, tra l’altro, su come il sistema dei media orienti sempre più le relazioni familiari rimodulandone tempi, spazi e ruoli e determinando, altresì, nuove sfide alla luce dell’attuale emergenza educativa».  

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