«Nei programmi della Diocesi c’è la consapevolezza che tutto questo deve durare perché l’Incontro mondiale è un inizio, una partenza»

Don Giancarlo Quadri

Family 2012 potrebbe essere l’occasione per stimolare, arginare, la lontananza o dimenticanza tra le famiglie italiane e quelle straniere presenti in città e nel territorio da molti anni? La domanda viene posta sul sito www.family2012.com a don Giancarlo Quadri, responsabile dell’Ufficio diocesano per la Pastorale dei migranti.

«Lo spero tantissimo – risponde don Quadri -. C’è però anche un timore: che questo grande evento si esaurisca in se stesso. Comunque vedo che nei programmi della Diocesi c’è la consapevolezza che tutto questo deve durare perché è un inizio, una partenza. A questo scopo nelle comunità etniche – sono circa 25 (8 filippine, 4 latino americane, rumena, africana e tante altre) – noi già da un anno ci stiamo preparando all’evento».

In che modo? «All’inizio – riprende don Quadri – facendo discutere i gruppi di famiglia che si riuniscono sulla situazione sociale, sull’antropologia delle nostre famiglie, sul come erano nel loro Paese e come si presentano oggi. Successivamente, in questo secondo anno, abbiamo incominciato a spiegare le dieci catechesi ufficiali e la lettera del cardinale Angelo Scola alla Diocesi con il tema della famiglia cristiana. Queste famiglie si stanno preparando bene. Con un po’ di timore penso piuttosto al versante italiano. Il tema dell’incontro sarà l’unità delle famiglie di tutto il mondo. Ma da tempo l’abbiamo già qui tutto il mondo! Prima di accogliere la famiglia africana o comunque lontana, che sarà presente per una settimana nella nostra Diocesi, sarebbe opportuno che ci accorgessimo delle famiglie straniere già presenti nella città».

Intervista integrale su www.family2012.com

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