“Il pane spezzato è più buono dell’aragosta”: un appello ad aprire le proprie case nei prossimi giorni di festa per condividere pranzi e cene con chi si trova in difficoltà

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“Il pane spezzato con chi non ne ha, è più buono dell’aragosta”. Con questa piccola provocazione Caritas Ambrosiana lancia per le feste natalizie l’iniziativa di condivisione “C’è posto per te”. L’appello dell’organismo diocesano è rivolto ai milanesi e agli ambrosiani affinché nei prossimi giorni di festa aprano le porte di casa e condividano pranzi  e cene – più o meno ricche e raffinate – con chi si trova in difficoltà. Gli inviti a tavola sono graditi per Natale, Capodanno e l’Epifania, ma sono ben accetti anche per i giorni dell’intero periodo di festa.

Saranno gli operatori di Caritas Ambrosiana a girare l’offerta agli utenti dei servizi e a comunicare il nome dell’invitato a chi avrà aderito all’iniziativa. I cittadini che intendono partecipare a “C’è posto per te” devono dare la propria disponibilità telefonando al numero 02.76037.1, da lunedì a venerdì in orari di ufficio.

Quasi 30 anni fa, nel 1984, per aiutare i senza tetto Caritas Ambrosiana ha promosso il Sam (Servizio Accoglienza Milanese). Lo sportello, collocato in via Bergamini10 a Milano, offre ascolto, orientamento e assistenza di base, in particolare a cittadini italiani in grave stato di marginalità. Nel 2012, in particolare, si sono rivolte al Sam 692 persone, l’80% delle quali uomini, per l’85% in età lavorativa, per circa il 30% soli o senza coniuge, a causa di un divorzio o di una separazione.

Un’altra struttura dedicata ai gravemente emarginati è il Rifugio Caritas, aperto nel 2011 in seguito alla ristrutturazione dell’ex centro di accoglienza di fratel Ettore sotto la Stazione Centrale di Milano, grazie al contributo di importanti partner privati (Fondazione Cariplo, Enel Cuore Ferrovie dello Stato Italiane, Fondazione Milan). Solo nel 2013 il Rifugio Caritas di via Sammartini 114 ha ospitato 190 persone, per un periodo oscillante da pochi giorni fino a 2 o 3 mesi, per un totale di 13 mila pernottamenti. I tre quarti degli ospiti ha perso il lavoro negli ultimi cinque anni, cioè da quando è cominciata la crisi economica.

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