Don Alessandro Bernasconi, ordinato il 9 giugno in Duomo, ha iniziato il suo ministero a Mariano Comense. Racconta la gioia di familiari e amici, le emozioni della prima Confessione e della prima Messa e ammette: «Ora che sono sacerdote ha colto il valore profondo della preghiera»

di Ylenia Spinelli

Bernasconi
Don Alessandro Bernasconi

Dopo l’emozionante cerimonia delle ordinazioni nel Duomo di Milano dello scorso 9 giugno, per i 23 preti novelli è iniziata la prima settimana di ministero nelle comunità ambrosiane alle quali sono stati destinati già nell’ottobre scorso come diaconi. Ciascuno di loro sta vivendo con grande intensità questi giorni, caratterizzati da tante novità (la prima Messa, la prima Confessione…), che ognuno affronta portando nel cuore una frase o un pensiero della bella omelia dell’arcivescovo Mario Delpini nel giorno dell’ordinazione.

Don Alessandro Bernasconi, originario della parrocchia San Maurizio di Vedano Olona (Varese), ha molto apprezzato l’invito di monsignor Delpini a essere uomini di preghiera che insegnano a pregare: «Nelle tante esperienze vissute in oratorio e in parrocchia in questi anni ho sempre dato importanza alla preghiera – spiega -, ma ora che sono prete ne ho colto una valenza ancora più profonda: davvero l’affidamento a Gesù nella preghiera è il punto di partenza per tutto e non mi stancherò mai di ripeterlo ai ragazzi a me affidati».

Don Alessandro sta svolgendo il suo ministero a Mariano Comense, dove è responsabile dell’iniziazione cristiana e della Pastorale giovanile, oltre che assistente del gruppo scout. Qui ha incontrato una comunità accogliente e vivace che nella freschezza di questo novello sacerdote ha trovato la voglia di ricominciare, di rimettersi in cammino, riscoprendo un modo nuovo di stare insieme. «Questa località della Brianza non mi era sconosciuta – racconta -. Infatti, nel 2010-2011 sono stato il responsabile laico dell’oratorio di Cabiate, ai tempi in unità di Pastorale giovanile con Mariano. Dunque ho ritrovato anche ragazzi, ormai cresciuti, che avevo già conosciuto».

Ma la festa, per riprendere il motto scelto dalla sua classe di ordinazione, per don Alessandro è iniziata nella comunità di origine. «Domenica scorsa, in occasione della mia prima Messa, la chiesa di San Maurizio era stracolma – ricorda -. C’erano i miei compagni delle superiori, il prete che mi ha battezzato, quello che mi ha visto crescere, oltre all’attuale parroco, ai miei familiari e alla nonna, orgogliosissima di avere un nipote prete».

Per sintetizzare questa prima settimana il novello sacerdote dice: «Sono cominciati giorni dove la trepidazione accumulata ha trovato terreno fertile per gioire: è meraviglioso vedere quante persone si commuovono con te e per te!». Ripensando alla prima Messa don Alessandro si sofferma sul momento per lui più emozionante, quello della consacrazione: «È stato come se attorno a me all’improvviso non ci fosse più nessuno, eravamo soli io e Gesù». Sempre a Vedano ha vissuto l’emozione della prima Confessione: «Me lo ha chiesto un giovane, subito sabato pomeriggio. Per un attimo mi sono sentito non all’altezza, poi un Altro mi ha dato la forza e ora sto vivendo tutto come un dono».

A Mariano durante questa settimana è stato impegnato con l’oratorio estivo, tornando in Seminario solo venerdì per la Messa con tutti i suoi compagni. Essendo ormai nota a tutti la sua passione musicale, sabato l’oratorio di San Rocco gli ha dedicato una serata dal titolo “Musica per don Alessandro”, mentre domenica ha completato gli incontri con tutta la comunità, avendo celebrato Messa in ogni parrocchia.

Dopo l’oratorio estivo, dal 14 luglio lo aspettano le vacanze in montagna con i ragazzi delle medie, quelle in Puglia con gli adolescenti e il pellegrinaggio a Roma con i giovani. «Mi auguro di poter servire al meglio questa bella comunità – conclude- e di essere nei prossimi cinque anni un prete davvero per tutti e attento a tutti».

 

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