La recezione della Lettera “Il campo è il mondo” al centro dell’ultimo Consiglio presbiterale. L’Arcivescovo ha offerto numerosi spunti molto utili per comprendere il senso della proposta

di don Ettore COLOMBO
Segretario del Consiglio presbiterale diocesano

Consiglio presbiterale

Nella XII sessione del Consiglio presbiterale diocesano l’Arcivescovo ha chiesto di mettere a tema la recezione della Lettera pastorale Il campo è il mondo, indirizzata non solo ai fedeli della Diocesi, ma «a tutte le donne e a tutti gli uomini di buona volontà come strumento di riflessione sul senso, cioè il significato e la direzione, della propria vita».

L’incontro, tenutosi martedì 19 novembre nel Centro pastorale di Seveso, è stato proficuo per la profondità delle riflessioni e la ricchezza dei contenuti, favorendo – a detta dello stesso Arcivescovo – una verifica feconda per gli interventi futuri. In un clima di ascolto e di sereno confronto, la comunicazione e lo scambio fraterno tra i consiglieri e con l’Arcivescovo hanno permesso di valutare l’accoglienza e l’utilizzo della Lettera pastorale nei diversi ambiti della Diocesi e nei cammini delle singole comunità, a partire dal coinvolgimento stesso dei presbiteri, chiamati in prima persona a fare propria la proposta pastorale del Vescovo.

Molto sottolineata e apprezzata è stata la profonda riflessione biblica sulla parabola del campo e della zizzania da cui ha preso spunto il titolo e l’intero corpo della Lettera pastorale. Dal punto di vista di alcune proposte precise, è stato evidenziato l’invito – formulato con la domanda «non possiamo non interrogarci» – a una seria verifica sulle ragioni per cui le parole della Chiesa in merito alla vita affettiva, alla dottrina sociale e alla dinamica del riposo e della festa faticano a fare breccia nel cuore della società.

Circa l’accoglienza e la recezione della Lettera stessa, è stato pure fatto notare che ciò dipende anche dalla comprensione della sua identità. Proprio l’Arcivescovo ha dato più volte degli spunti molto utili per affrontare la questione. La Lettera pastorale è semplicemente uno strumento per poter esporre una proposta pastorale, ed è sul contenuto di quest’ultima che siamo chiamati a riflettere e a convertirci. La Lettera, in sé, non esaurisce la proposta che, nel caso de Il campo è il mondo, è il grande tema – riemerso con il Concilio Vaticano II – del proficuo e corretto rapporto della Chiesa con il mondo e dell’azione di Dio che «prepara la città per gli uomini». Una ulteriore attenzione va data allo stile con cui una Lettera pastorale viene redatta. Quello dell’Arcivescovo, è stato fatto notare, è molto denso quanto a contenuto, per cui la brevità e la sobrietà del testo non devono trarre in inganno. Sono pagine che non vanno lette e archiviate, ma riprese e meditate più volte per una completa e adeguata comprensione.

Il cardinale Scola, riprendendo nella conclusione i numerosi interventi, ha ringraziato per le varie sottolineature fatte e ha offerto ulteriori spunti di riflessione. Ha ricordato, inoltre, che ciascuno è chiamato a un coinvolgimento personale in merito alla proposta, valorizzando e rimodulando quanto già si sta facendo in campo pastorale. Forse ciò che non è risultato immediatamente evidente nella Lettera è proprio la lettura antropologica dell’espressione «Il campo è il mondo». Affetti, lavoro e riposo, elementi comuni all’umana esperienza di ogni tempo e di ogni luogo, chiedono di essere raggiunti dal buon seme, senza lasciarsi impaurire e sopraffare dalla vista della zizzania. Il «fare» che la Lettera pastorale propone è proprio questo. E, in quanto presbiteri, anche i sacerdoti sono chiamati a vivere affetti, lavoro, riposo – in generale la propria umana esistenza – in comunione con il Signore e a servizio di tutti coloro che incontrano e che sono loro affidati. È proprio negli ambiti della vita, infatti, che si incarna la testimonianza del cristiano.

Prima di concludere la sessione, l’Arcivescovo ha ricordato a tutti i presbiteri presenti alcuni importanti momenti che li attendono, a partire dall’incontro in Duomo con il cardinale Christoph Schönborn, Arcivescovo di Vienna, il prossimo 10 dicembre. Inoltre, il Vicario generale, monsignor Mario Delpini, ha poi presentato l’iniziativa della Segreteria del Sinodo straordinario dei Vescovi – più volte richiamata anche negli interventi dei preti – che coinvolgerà le singole parrocchie e le comunità pastorali nella compilazione di un questionario sulle sfide pastorali per la famiglia oggi.

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