Il 20 ottobre la consegna dell’onorificenza promossa dalla Fondazione vaticana al filosofo Brague e al teologo Daley

a cura di Francesco ROSSI

Benedetto XVI
15-04-2008 Papa Benedetto XVI con il presidente Usa Bush al suo arrivo all'aeroporto. Pope Benedict XVI, left, walks with President Bush, right, during the arrival ceremony at Andrews Air Force Base, Md., Tuesday, April 15, 2008.

Verrà consegnato il prossimo 20 ottobre al filosofo e storico del pensiero francese Rémi Brague e al teologo gesuita statunitense p. Brian E. Daley il Premio Ratzinger, promosso dalla Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI. Ad annunciarlo, nella sala stampa della Santa Sede, il cardinale Camillo Ruini, presidente del comitato scientifico della Fondazione, e monsignor Giuseppe A. Scotti, presidente della medesima istituzione.

Un «filosofo vero» e un «grande storico della teologia patristica»

L’onorificenza vaticana, alla sua seconda edizione, consiste in una pergamena e un assegno da 50 mila euro per ciascun premiato; verrà consegnata da Benedetto XVI durante una cerimonia nella Sala Clementina del Palazzo apostolico. «Rémi Brague – ha sottolineato il cardinale Ruini illustrando il profilo dei due vincitori – è a mio parere un filosofo vero e al contempo un grande storico del pensiero e della cultura, che unisce alla forza speculativa e alla visione storica una fede cristiana e cattolica profonda ed esplicita, senza complessi». L’altro vincitore, Brian E. Daley, «teologo e patrologo meno conosciuto in Italia, ma a sua volta di rilievo internazionale, specialmente nell’area anglofona – secondo il porporato – è un grande storico della teologia patristica, ma anche un uomo impegnato con tutto se stesso nella vita e nella missione della Chiesa, che unisce esemplarmente il rigore scientifico alla passione per il Vangelo».

Dare spazio a Dio nella ricerca

«L’assegnazione del Premio Ratzinger – ha rilevato monsignor Scotti – vuol porre agli occhi dell’opinione pubblica la “questione di Dio” ed è una delle tre attività del lavoro ordinario della Fondazione», che si occupa anche di «convegni di alto valore scientifico» (il prossimo si terrà a Rio de Janeiro l’8 e il 9 novembre 2012, coinvolgendo più di 90 università e avendo come tema “Cosa fa sì che l’uomo sia uomo”), nonché mette a disposizione borse di studio per dottorandi in teologia. Il riconoscimento, ha evidenziato monsignor Scotti, segue «criteri oggettivi», ossia è destinato a «persone che hanno lavorato riconoscendo che Dio ha spazio nella loro ricerca», laddove oggi «non è facile» avere «un orizzonte nella ricerca scientifica che non escluda Dio». Nella scelta dei premiati, ha invece richiamato il cardinale Ruini, «quest’anno abbiamo coperto aree linguistiche – quella inglese e quella francese – che precedentemente non avevano ricevuto il riconoscimento», andato lo scorso anno a un italiano (Manlio Simonetti), un tedesco (p. Maximilian Heim) e uno spagnolo (Olegario González de Cardedal). E, per il futuro, «saremo lieti – ha aggiunto il Cardinale – se riusciremo a trovare qualche giovane davvero di spicco, una “promessa” da incoraggiare».

I due vincitori

Rémi Brague, 65 anni, è sposato e ha quattro figli. Per vent’anni ha insegnato filosofia medievale e araba alla Sorbona e attualmente ha la cattedra “Romano Guardini” di scienza e storia delle religioni e di weltanschauung cristiana all’Università Ludwig-Maximilian di Monaco di Baviera. P. Brian Edward Daley, invece, ha 72 anni ed è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1964, compiendo gli studi filosofici al Loyola Seminary di New York e quelli teologici alla Hochschule Skt. Georgen di Francoforte, dove è stato anche assistente dello storico della cristologia Alois Grillmeier. Ha conseguito il dottorato alla Facoltà di teologia a Oxford, insegnando quindi teologia storica per 18 anni alla Weston School of Theology a Cambridge, nel Massachusetts, prima di trasferirsi all’Università di Notre Dame nel 1996.

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