Le iniziative in corso nella parrocchia di Sant’Arcangelo: già trenta le famiglie ospitanti, ottantadue i pellegrini attesi

di Cristina CONTI

Sant'Arcangelo a Precotto

L’Incontro mondiale delle famiglie si sta avvicinando e si stanno intensificando le iscrizioni. Come nella parrocchia di Sant’Arcangelo di Precotto. Gli abitanti sono più di 9 mila e per il momento la risposta all’evento è stata buona.

«Il nostro obiettivo è quello di raggiungere cinquanta famiglie ospitanti, ma non credo che ci arriveremo. Per ora ne abbiamo trenta», spiega Pietro Covini, responsabile organizzativo locale. I preparativi sono partiti a gennaio con l’istituzione di una Commissione ad hoc. Alla fine di ogni Messa domenicale ci sono state presentazioni dell’Incontro. I genitori dei bambini che frequentano l’oratorio hanno ricevuto una e-mail, che spiegava l’importanza dell’evento e sollecitava la partecipazione.

All’inizio è stato accolto l’invito ad accogliere cinquanta persone nel salone dell’oratorio, dove sono disponibili anche servizi per le persone disabili. È stata poi la volta delle famiglie. Tutte le domeniche inoltre viene allestito un banchetto per raccogliere donazioni per il Fondo Accoglienza. Una campagna lunga e capillare, insomma. Oggi sono ottantadue gli ospiti che verranno accolti. E quando le prime adesioni sono arrivate, si è avuta una piacevole scoperta: un terzo di quanti hanno dato la disponibilità a ospitare i pellegrini ha almeno tre figli.

«Il fatto che famiglie con tanti figli piccoli siano pronte ad aprire la loro casa a chi viene da lontano ci ha molto colpito: dovrebbero infatti essere quelli con minore possibilità di spazio e maggiori problemi di organizzazione. È evidente invece che il desiderio di aprirsi e confrontarsi con gli altri è tanto forte da superare ogni difficoltà», ha aggiunto Covini. Famiglie numerose che ospiteranno addirittura tre o quattro persone.

Ma anche altri non si sono tirati indietro. Ci sono giovani nonni, con almeno una stanza libera, genitori di teen-agers e addirittura persone sole. «Molti genitori con figli adolescenti hanno vincolato la loro disponibilità al consenso dei ragazzi e spesso questi hanno detto di no, e così poi il numero è sceso. Una situazione comprensibile: è chiaro che a quest’età ci siano maggiori problemi», commenta Covini. E si aspettano ancora nuove adesioni.

Conoscere nuove persone, culture e stili di vita. Confrontarsi e scambiare idee con gente che vive a miglia di chilometri di distanza, ma che condivide i medesimi ideali. Queste le principali motivazioni che hanno spinto molti a ospitare qualcuno o semplicemente a iscriversi agli eventi di Family 2012. «Sarà sicuramente un’occasione di scambio culturale importante per tutti. Tra le persone che vivono da sole c’è per esempio una signora che conosce diverse lingue, tra cui il russo e lo Swaili e ha chiesto proprio di ospitare una persona che le parli», precisa Covini. Saranno 250 i partecipanti agli eventi con il Papa, di cui 160 già iscritti, mentre dieci persone hanno dato la disponibilità prendere parte al Congresso teologico-pastorale.

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