Redazione

Venerdì 26 maggio al Forum di Assago è stata presentata la proposta estiva degli oratori a migliaia di ragazzi, prevalentemente adolescenti, per una riflessione, intensa e allegra, sul tema dell’estate in oratorio. L’invito dell’Arcivescovo Tettamanzi è stato quello di spronarli a raccontare con la vita il messaggio profondo delle parabole di Gesù.

di Annamaria Braccini

A vederli così – felici, rumorosi, molto emozionati e pieni di energie, come solo i ragazzi sanno essere – si comprende subito che sarà una serata “diversa” e da ricordare. E quando l’applauso sale alle stelle e migliaia di mani si tendono per salutare “il vescovo Dionigi” che ognuno sente “un po’suo”, per scattare una foto con il telefonino, per accendere una fiammella nel buio, che ricorda tanto i concerti rock cari ai loro genitori, sembra quasi di poter vedere in questi ragazzi tutto il futuro della nostra Chiesa ambrosiana.

Quella capace di riunire, appunto, da ogni parte della diocesi, più di dodicimila animatori – per la maggior parte tra i 14 e i 19 anni –, adolescenti, ma anche i fratelli più piccoli, le mamme, i papà, i sacerdoti che parteciperanno alle attività dell’oratorio estivo 2006, promosse dalla Fondazione degli Oratori Milanesi, in stretta collaborazione con Odielle, gli oratori delle diocesi lombarde.

Tutti in festa, al Datch Forum di Assago, per presentare “alla grande” il Grest di fronte al Cardinale, raccogliendo da lui il mandato educativo, e per “raccontare”, tra coreografie ispirate a racconti fiabeschi, musiche, colori e suoni, quanto possa essere bella e convincente l’esperienza oratoriana. Già una prima risposta alla “parola d’ordine” e al tema di quest’anno – “Si fa per dire?” –, che nel punto di domanda riassume tutto il senso di una sfida di testimonianza da vivere fino in fondo anche se si hanno pochi anni.

Un impegno, riassunto dal senso delle parabole di Gesù, spiegato ai ragazzi in un suggestivo collegamento telefonico con il cardinal Martini, così come dalle tante animazioni della serata allestite dai figuranti degli oratori di Cassina de’ Pecchi, di Novate Milanese, di Vimodrone, sul palco con il cantante Paolo Bobi e il gruppo dei Modà, esibitosi al festival di Sanremo.

Esserci, dunque, non tanto per farlo o dirlo ma per entrare “in gioco”, nella donazione agli altri secondo la via indicata dal Signore. «Una proposta», come ha detto il cardinale Tettamanzi, «che libera dalla banalità e dalla superficialità e dove le parole diventano gli elementi di una grande estate che farà belle tutte le nostre vite e quelle degli altri. Questo è il cammino – ha aggiunto – e lo faremo insieme anche con la preghiera. Sappiate che il vostro arcivescovo prega per voi, ogni giorno, Chiesa giovane».

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi