Celebrazione in Duomo con l’Arcivescovo, poi la comunità latinoamericana e altri fedeli sfileranno per le vie del centro per la festa del «Senor de los milagros» che si concluderà in piazza Santo Stefano. L’immagine sacra, che sarà trasportata con una portantina da 24 uomini, ricorda l’originale di un dipinto su una casa di Lima

di Cristina CONTI

Senor de los Milagros

Si terrà domenica 27 ottobre, alle 11, in Duomo, in concomitanza con la Giornata Missionaria Mondiale, la celebrazione della festa del Señor de Los Milagros. Una devozione peruviana che, grazie alla migrazione, si è ormai diffusa anche in Italia. Milano è una delle città italiane col più alto numero di immigrati latino-americani e la festa che si svolge qui ogni anno coinvolge anche molti italiani.

Si inizierà con la messa, presieduta dal cardinale Angelo Scola, per poi proseguire con una processione che alle 12.30, da piazza Duomo, si dirigerà verso piazza S. Stefano, dove l’arrivo è previsto all’incirca alle 17. Due le soste previste: una in via dell’Arcivescovado, l’altra in via San Clemente. «La processione è lunga, anche se si tratta di percorrere solo 500 metri, perché si procederà, come da tradizione, con un passo verso destra e uno verso sinistra» spiega don Alberto Vitali della Pastorale dei Migranti. «È importante sottolineare inoltre che l’Arcivescovo ha voluto celebrare questa messa in Duomo proprio per dare un segno di missionarietà nella Giornata mondiale delle Missioni. Un messaggio di unità e di accoglienza in una città sempre più multietnica e globalizzata come Milano».

Il nome Señor de Los Milagros deriva dal dipinto di uno schiavo su un muro di una casa di Lima, in Perù. Nonostante i cataclismi e le distruzioni che hanno coinvolto la città nel corso dei secoli, la rappresentazione è sopravvissuta miracolosamente intatta fino ai nostri giorni. Tantissimi sono i pellegrini che si recano periodicamente a Lima a renderle omaggio. «In Perù questa processione si svolge una volta al mese» aggiunge don Vitali. «È sicuramente un’opera molto importante, perché mette i cristiani davanti ai due misteri fondamentali della loro fede: vi sono infatti raffigurati Dio Padre, la Colomba che rappresenta lo Spirito Santo e Cristo in Croce. Un modo, dunque, per aiutare i fedeli a riflettere sul loro credo e a pregare insieme». Nel 1600, attorno al dipinto, nacque anche una confraternita, che in America Latina ha una grandissima importanza.

La festa si svolge a Milano dal 1996 (la prima processione fu in via Copernico, sede originaria della Comunità dei Migranti). Nel 2006, in occasione del decimo anniversario della sua celebrazione in Italia, vi parteciparono 15 mila persone. Dal 2008, inoltre, la Confraternita è diventata diocesana per approvazione del cardinale Dionigi Tettamanzi. Copia della Sacra Immagine è conservata presso la chiesa di S. Stefano, attuale sede della Confraternita. Precisa don Vitali: «Nel corso degli anni la cerimonia è partita da diversi quartieri cittadini: piazza del Cannone, il Seminario Arcivescovile di corsso Venezia e, l’anno scorso, la stessa chiesa di Santo Stefano».

Durante la processione l’immagine verrà trasportata da una portantina (Anda) sostenuta da 24 uomini. I bambini riceveranno una benedizione particolare. Gioia di vivere, rispetto per il creato, fede: in questa festa si fondono gli aspetti più significativi della cultura latino-americana. Un momento di unità che viene condiviso anche da tanti italiani. «Quest’anno ci aspettiamo la partecipazione di 7 o 8 mila persone. È davvero bello vedere la grande devozione che non solo gli immigrati dell’America Latina, ma anche molti italiani hanno sviluppato nel corso degli anni nei confronti di questa immagine», conclude don Vitali.

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