Come la messa domenicale fa ardere il cuore a coloro che riconoscono Gesù nello spezzare del pane? Così l’Arcivescovo nell’omelia pronunciata nelle celebrazioni eucaristiche presiedute durante la Visita pastorale alla Cp “Epifania del Signore” di Brugherio, nel Decanato di Monza

di monsignor Mario DELPINI
Arcivescovo di Milano

delpini epifania brugherio-AC

Un invito per una festa non desiderabile

Si può vedere anche così la situazione della Chiesa di oggi in questo territorio: la tavola è imbandita con una sovrabbondanza di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati, gli inviati del Signore percorrono la terra per chiamare gli invitati, ma gli invitati dicono: non mi interessa!

Quello che abbiamo da offrire è veramente eccellente: momenti di spiritualità, proposte educative, servizi per le necessità delle famiglie in difficoltà, attività culturali, sportive, aggregative. Abbiamo strutture accoglienti, capacità organizzative ammirevoli. Tutto è per introdurre nella festa di nozze del Figlio del re.

Il Padre ha mandato suo Figlio e il Figlio manda i suoi servi, cioè la Chiesa, per dire a tutti: venite, venite alla festa!

Ma gli invitati reagiscono in modo sorprendente: non accolgono l’invito, ne sono anzi infastiditi, persino si arrabbiano e maltrattano gli inviati, li disprezzano e li cacciano, li uccidono, talora con l’indifferenza, talora con la violenza.

La visita pastorale perché ancora risuoni il mandato: «Andate…!»

Il vescovo visita tutte le comunità della diocesi per dire: voi mi state a cuore, io ho stima di voi, sono ammirato del gran bene che si fa in questa comunità.

Il vescovo viene a condividere un senso di appartenenza: siamo la Chiesa! Non una istituzione locale carica di storia e di strutture, concentrata sulla sua sopravvivenza e neppure un insieme di gruppi di sopravvissuti, indaffarati in mille cose, inseguendo mille scadenze. Siamo l’unica santa Chiesa di Dio che cammina nella storia. Ogni comunità è dentro la comunità più grande: il decanato, la Diocesi, la Chiesa universale.

Ma la missione del vescovo è per incoraggiare: la missione continua, la presenza dello Spirito di Dio non viene meno, c’è gente che aspetta una parola di speranza. Andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.

Le vie della missione

Quali vie siamo chiamati a percorrere?

Andate: per stare nell’immagine, può nascere il sospetto che i servi siano così indaffarati nel preparare il banchetto che non abbiamo tempo né pensiero per gli invitati. Per chi sarà quello che prepariamo? La presenza della comunità cristiana in un territorio di grande e meravigliosa tradizione può presentare alla gente del nostro tempo l’immagine di una grande ricchezza d’altri tempi, che non ha parole adatte per la gente di questo nostro tempo. Del resto molta gente di questo nostro tempo preferisce andare chi al proprio campo chi ai propri affari, piuttosto che accogliere l’invito alla festa di nozze del Figlio del re.

I discepoli però devono andare. La parola del Signore incoraggia a visitare tutti i crocicchi delle strade, là dove passa la vita e la gente.

Mettere nel conto il fallimento e la frustrazione. L’invito può essere disatteso, la reazione può essere di incomprensibile antipatia, di impenetrabile indifferenza, persino di aggressiva irritazione. Molte voci, notizie, storie contribuiscono a disegnare il volto di una Chiesa poco attraente, persino antipatica e scandalosa. I discepoli mettono nel conto il fallimento, ma ciò che li motiva ad andare ancora, ad annunciare ancora, non è il successo, non sono gli applausi, ma il comando del Signore.

Attingere al roveto ardente per essere scintille. La vita cristiana non si alimenta dell’amore per la propria tradizione che vuole sopravvivere nei tempi della secolarizzazione. I discepoli sono vivi e ardenti perché attingono al roveto ardente che arde senza consumarsi, vivono cioè nella comunione con il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo. Le statistiche sulla partecipazione alla messa e alla vita della comunità sono interessanti, ma non colgono l’essenziale. Il tema e la domanda più interessante non è “quanti frequentano la Messa domenicale”, ma come la messa domenicale fa ardere il cuore a coloro che riconoscono Gesù nello spezzare del pane.

La scintilla è una immagine per dire quell’ardore che irradia la gioia.

La scintilla è una immagine per dire l’accoglienza di ciascuno alla parola che chiama alla sequela e invia per la missione, portando a compimento la propria vocazione personale, nella persuasione che tutto posso in colui che mi dà la forza.

 

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