Nel solco tracciato dal Papa il Cpd ha discusso della ricezione della «Christus vivit». Una missione che responsabilizza tutti: superare rigidità e abitudini per accompagnare i giovani, come ha sottolineato l’Arcivescovo, attraverso preghiera, esperienze di vita comune e di servizio

di Samuele TAGLIABUE
Consigliere

giovani

A Villa Sacro Cuore di Triuggio sabato 23 e domenica 24 novembre si è svolta la XIII sessione del Consiglio pastorale diocesano, sul tema “Per la ricezione nell’Arcidiocesi ambrosiana dell’Esortazione apostolica post-sinodale di papa Francesco ai giovani e a tutto il mondo Christus Vivit”.

Dopo il lavoro svolto dal Consiglio nel 2017, prima del Sinodo sui giovani, in cui si erano rilevati alcuni aspetti significativi a partire dalla lettura della realtà giovanile in Diocesi, la sessione si è orientata verso la ricerca di nuove prospettive pastorali e linee di indirizzo concrete per riannunciare oggi che «Cristo vive».

Nel confronto i consiglieri hanno approfondito le provocazioni dell’esortazione papale Christus vivit, il cui centro è stato focalizzato da tre testimonianze di esperienze fruttuose di giovani: il percorso delle 10 Parole, “Giovani e Missione” del Pime e la proposta caritativa di Ac delle 3P (Parola Pane Poveri).

Stimolato da questo ascolto, il Consiglio ha individuato alcune conversioni pastorali alle quali le nostre comunità sono chiamate: superare il rischio di proposte elitarie e settoriali, per diventare testimoni credibili e crescere nell’esperienza ecclesiale; avere l’audacia di rompere schemi abitudinari e rigidi per rilanciare un’attenzione missionaria verso tutti i giovani; non limitare le risorse per l’accompagnamento a poche figure isolate e, infine, favorire occasioni di scambio intergenerazionale. Il tutto inserito nell’ampio solco – tracciato da papa Francesco – della pastorale giovanile popolare, che deve dimostrarsi integrata e non frammentata.

Nel suo intervento conclusivo l’Arcivescovo ha fatto una sorta di prima raccolta dei consigli ricevuti e in particolare ha rilevato che i consiglieri «si sono esposti nell’affermare che Cristo vive in loro», aspetto molto positivo che responsabilizza tutti nella missione. Ha inoltre sottolineato l’esigenza di definire il significato di giovinezza, da intendere come «il tempo per le scelte decisive sulla propria vita». In questo senso, aiutare i giovani significa accompagnarli con discrezione e decisione attraverso tre elementi chiave: preghiera, esperienze di vita comune e di servizio. Al proposito l’Arcivescovo ha ricordato la neonata esperienza de “La rosa dei 20”.

In chiusura di sessione è stato annunciato che nelle prossime due sessioni di febbraio e aprile la discussione riguarderà «Proposte riguardanti il Consiglio pastorale decanale in vista del suo rinnovo». Si tratterà di riflettere sulla figura e la funzione di questo importante organismo, tenendo conto dei cambiamenti in atto sul territorio, dal punto di vista sociale ed ecclesiale. In particolare, si dovrà tenere conto del risultato del Sinodo minore “Chiesa dalle genti” e del processo in atto in diocesi per la sua ricezione. In tale compito il Consiglio diocesano lavorerà in collaborazione con il Consiglio presbiterale.

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