Durante il loro pellegrinaggio i giovanissimi milanesi hanno partecipato alla messa celebrata dal cardinale Comastri, che li ha esortati a dire il loro “sì” sull’esempio di Maria Maddalena, del Beato Giovanni Paolo II e dei cristiani che hanno sparso per il mondo la luce di Gesù Risorto

di Rita SALERNO

Il cardinale Angelo Comastri

È la gioia il motivo dominante di questo pellegrinaggio dal sapore tutto speciale. Gioia che emana dal volto e dai gesti dei seimila 14enni ambrosiani partecipanti al tradizionale appuntamento in preparazione alla Professione di fede. Un gruppo festante e multicolore, dall’energia incontenibile, chiamato a essere “inviato speciale” di Family 2012, il VII Incontro mondiale delle famiglie in programma a Milano tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. La gioia di sapere che tra poco si stringeranno attorno a Papa Benedetto XVI e vivranno una tappa fondamentale della storia della loro Chiesa.

Nell’attesa di godere di quei momenti indimenticabili, la folta delegazione composta anche da numerosi esponenti delle parrocchie, delle Comunità pastorali e dei decanati, è stata accolta dal cardinale Angelo Comastri, arciprete della Basilica vaticana e vicario generale di Sua Santità per la città del Vaticano. «La luce di Cristo vince le tenebre»: da questa premessa si è dipanata l’omelia del Cardinale ai giovani fedeli milanesi.

Comastri ha rilevato come la veglia pasquale inizi al buio per ricordare il male che c’è nel mondo. In particolare, l’arciprete della Basilica vaticana ha enumerato i tanti luoghi – dalla Siria al Sudan, dal Mali alla Terra Santa – sconvolti dalla guerra: «Pensate a quanto sangue, in questo momento, viene ancora versato. Questo cos’è? È il buio! Pensate ancora a quanta violenza è diffusa nelle nostre strade, nelle nostre piazze, nelle nostre case. Questo è il buio! Pensate a quanti giovani bruciano la vita, la giovinezza, la stagione più bella della vita. In mezzo a questo buio, c’è la luce di Cristo, che propone un’altra vita e ci dà la forza per condurre un’altra vita!».

Una luce – ha poi proseguito Comastri – che Maria di Magdala ha visto: «Il suo grido “Gesù è risorto”, di cui parla il Vangelo, vibra oggi come duemila anni fa». E quello stesso annuncio è stato portato per il mondo da Giovanni Paolo II, al quale il cardinale Comastri ha dedicato il resto dell’omelia, ricordando che «ha visitato 129 Nazioni per annunciare Gesù Cristo, per gridare a tutti; “Gesù è risorto! È vivo. Io l’ho visto, io l’ho incontrato. Non c’è altra luce che possa illuminare la vita della gente!».

Ai giovanissimi milanesi il Cardinale ha infine messo in evidenza le tante stagioni della vita straordinaria del beato Karol Wojtyla, tutte contraddistinte dall’affidamento totale al Signore. Un affidamento – ha esortato Comastri – a cui sono chiamati anche i giovani ambrosiani: «Se volete avere il cuore pieno di gioia, spendetevi per la vocazione, per la missione che il Signore ha pensato per voi: cercatela, capitela e – una volta compresa – dite il vostro “sì”, come lo ha detto Maria, come lo ha detto Giovanni Paolo II, come lo hanno detto tutti i santi, tutti i veri cristiani, i coerenti cristiani, che hanno sparso per il mondo la luce di Gesù Risorto».

Domani i ragazzi, ai quali è giunto un messaggio di incoraggiamento dell’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, parteciperanno all’udienza generale del Papa, in cui si faranno portavoci di un “arrivederci” al Papa all’VII Incontro mondiale delle Famiglie.

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