Inaugurata il 5 settembre la sede a Seveso, alla presenza di oltre 800 tra educatori e giovani. Monsignor Tremolada: «Prego affinché ogni giovane possa scoprire la propria reale personalità»

di Emilia FLOCCHINI

PG

Come già annunciato alla veglia in Traditione Symboli dello scorso 12 aprile, il Servizio giovani ha lasciato via Sant’Antonio 5 a Milano per traslocare in un’ala di quella che, fino a due anni fa, era la sede del Seminario a Seveso. Per ufficializzare questo trasferimento in maniera gioiosa, è stata organizzata per venerdì 5 settembre la festa «PARTYamo!», con momenti di testimonianza, incontri e una cena informale.

Già dalle 19 erano in corso di allestimento i vari punti informativi organizzati da venti tra associazioni, movimenti e organismi diocesani. Chi desiderava conoscere i modi con cui la nostra Chiesa locale si preoccupa delle vocazioni poteva dirigersi ai banchetti della Pastorale vocazionale del Seminario o del Gruppo Samuele, mentre chi si sentiva più incline ad approfondire i modi in cui essere cristiano attraverso lo studio e il lavoro si rivolgeva a quelli delle Cappellanie universitarie della Statale e della Bicocca, ai responsabili del giornale online universi oppure agli incaricati della Pastorale sociale e del lavoro.

Non mancavano realtà come Caritas ambrosiana o la Pastorale missionaria, che cercano di ampliare le occasioni di servizio al prossimo, o quelle che, come la Gioventù Francescana della Lombardia o il Movimento giovanile Salesiano dell’Ispettoria Lombardo-Emiliana, ripresentano ai ragazzi le intuizioni tuttora valide di grandi uomini come san Francesco d’Assisi o san Giovanni Bosco.

Sul versante culturale, erano presenti il Centro giovanile Stoà di Busto Arsizio, che proponeva la mostra “Saper leggere il libro del mondo”, il coro Elikya e il Gruppo Shekinah. A rappresentare le nuove modalità con cui far arrivare il Vangelo agli uomini contemporanei, invece, c’erano movimenti come le Sentinelle del mattino, Nuovi orizzonti, il Sermig e il Movimento apostolico, ormai noti grazie ai mezzi di comunicazione sociale. Non mancavano poi i percorsi suggeriti dall’Azione cattolica, dalle Ausiliarie diocesane e dalla comunità La Parabola di Saronno, per intensificare la propria relazione fondamentale col Signore.

Alle 20.15 i presenti si sono radunati nel foyer presso l’aula magna, per invocare la benedizione del Signore su di loro, sui giovani che passeranno per quei locali e per coloro che lavoreranno negli uffici veri e propri, come ha indicato don Maurizio Tremolada, responsabile del Servizio giovani.

Sua Eccellenza monsignor Pierantonio Tremolada, in qualità di rappresentante dell’Arcivescovo, ha poi presieduto un breve momento di preghiera, che aveva come nucleo l’ascolto della Parola di Dio tratta dal Vangelo di Marco e il salmo 18 in forma responsoriale. «La decisione di trasferire qui la Pastorale giovanile è stata l’esito finale di una serie di considerazioni», ha precisato il Vicario episcopale, in quanto essa costituisce «uno dei capisaldi della Pastorale diocesana». In breve, costituisce un prolungamento di quella preghiera al termine della quale Gesù scelse dodici uomini, chiamandoli per nome, perché gli fossero più vicini e fossero inviati a estirpare il male dal mondo. Personalmente, monsignor Tremolada ha rivolto la sua richiesta al Signore perché «la Pastorale giovanile, i suoi responsabili, questa sede, contribuiscano a fare in modo che ognuno, ogni giovane in particolare, riesca a trovare il suo vero nome», quello che è stato da lui pensato da sempre. Lo scopo di questo campo della Diocesi – ha aggiunto – è aiutare i giovani a scoprire la propria vera personalità e a entrare nello sguardo di Dio su sé stessi e sugli altri. Il taglio del nastro ha sigillato gli ambienti rinnovati, presto riempiti dai giovani partecipanti alla serata.

L’inaugurazione prevedeva anche i risultati del concorso fotografico “Un’estate giovane”, lanciato prima della pausa estiva. La giuria popolare, ovvero i votanti tramite la pagina Facebook ufficiale della Pastorale giovanile, ha dato la sua preferenza a Marcia Francescana, realizzata da Stefano Colzani, con 723 “Mi piace”. La giuria di qualità, invece, ha votato in maggioranza per Presenze, di Chiara Brambilla che, nonostante le difficoltà tecniche dovute alla scelta di un bosco come sfondo, ha saputo evidenziare con efficacia i volti dei soggetti raffigurati. Menzioni speciali per Fammi leggero sorriso di grazia, opera di Francesca Gadda, e per I pesci di Malta, scatto subacqueo di Gabriele Tirloni.

Subito dopo la premiazione, il Gruppo Shekinah ed Elikya hanno rappresentato la fede in musica, l’uno con sonorità pop, l’altro mediante ritmi africani. Tra un blocco di canti e l’altro c’è stato tempo per ascoltare giovani testimoni delle iniziative vocazionali, dell’impegno nella carità e nella missione, della vita universitaria da credenti e delle nuove forme evangelizzatrici.

Chi ha partecipato ha avuto l’impressione di veder prendere corpo, sotto i propri occhi, le pagine dell’opuscolo con cui ogni anno la Pastorale giovanile si presenta. Allo stesso tempo, c’era la consapevolezza che le numerose forme di vicinanza ai giovani trovassero unità nella preghiera continua del Signore, che non manca di suscitare apostoli anche tra coloro che, come ribadisce l’Arcivescovo, sono anzitutto il presente della Chiesa e della società.

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