Monsignor Bruno Marinoni, Moderator Curiae, sottolinea l’importanza della festa del compatrono della Diocesi, che verrà celebrata nel Pontificale presieduto dall’Arcivescovo alle 17.30 in Duomo

San Carlo Borromeo

«Un giorno significativo e importante, nel quale fare memoria di questo nostro grande Vescovo e della sua instancabile azione pastorale», «un momento particolarmente significativo e importante nella vita della nostra Chiesa, nella quale sono vive ancora oggi non poche tracce dell’influsso spirituale e pastorale di San Carlo»: così monsignor Bruno Marinoni, Moderator Curiae, sottolinea in una lettera il significato e l’importanza della Solennità di San Carlo Borromeo, compatrono della Diocesi, che verrà celebrata nel Pontificale presieduto dall’Arcivescovo domenica 4 novembre, alle 17.30, nel Duomo di Milano.

«È una solennità liturgica che chiede di essere vissuta con una specifica caratterizzazione e partecipazione diocesana, da rendere visibile nel modo più concreto possibile», scrive ancora monsignor Marinoni. Oltre ai docenti e agli alunni del Seminario diocesano, che partecipano al Pontificale già da tempo, il cardinale Scola desidera che in Duomo siano presenti i Vescovi ausiliari, i membri del Consiglio episcopale, i Decani, quanti operano negli organismi di Curia e nelle realà collegate, i membri degli organismi diocesani di partecipazione e quanti «appartengono a realtà ecclesiali che vivono uno strettissimo legame con il Vescovo o che, addirittura, riconoscono in San Carlo il fondatore, l’ispiratore o un preciso riferimento spirituale».

Inoltre l’Arcivescovo ha richiesto esplicitamente la presenza degli Abati, Arcipreti e Prevosti mitrati «per sottolineare l’importanza di queste figure nella comunione presbiterale della nostra Arcidiocesi».

All’inizio della celebrazione eucaristica, il cardinale Scola si recherà nello “scurolo” posto sotto l’altare maggiore del Duomo per rendere omaggio al Santo Borromeo, nel luogo della sua sepoltura. Nella celebrazione l’Arcivescovo utilizzerà l’anello, il bastone pastorale e il calice appartenuti a san Carlo.

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