Redazione

Domenica 5 novembre è stata inaugurata,
con la celebrazione della S. Messa,
la tendo struttura che raccoglierà provvisoriamente
nei prossimi mesi -per la preghiera- i fedeli
della parrocchia della Resurrezione a Sesto San Giovanni.
La demolizione del vecchio edificio di culto, infatti,
èimminente e dopo il periodo natalizio
si prevede di iniziare l’opera di costruzione
del nuovo plesso secondo il progetto già approvato.

Dell’esigenza di un nuovo luogo per la preghiera, in questo quartiere della città, si è incominciato a parlare sin dagli anni Ottanta. Ma la consapevolezza più diffusa di tale necessità, unita ad una certa urgenza (la struttura iniziava a richiedere interventi di manutenzione straordinaria), ègiunta attorno al Giubileo. Nel 2002, in occasione della visita pastorale, il cardinale Martini poi ha suggerito un’accelerazione all’idea. Condivido, disse nell’omelia, «la necessità di una nuova chiesa seppur con un po’ di nostalgia per quella vecchia ma insufficiente per una città che allarga i suoi confini».

Da quel momento, il sogno ha preso gambe. E ha incominciato a marciare spedito. L’opera di sensibilizzazione di tutta la comunità non è stata semplice; anche per una storia locale molto stratificata.

L’origine operaia, anche se ora la composizione sociale del quartiere è assai mutata con l’arrivo da fuori di numerose giovani famiglie, ha in ogni caso convinto tutti del fatto che la nuova chiesa dovrà conservare quelle caratteristiche di sobrietà, d’adeguatezza e d’essenzialità che la radicano nel territorio.

Come l’attuale costruzione è stata edificata per venire incontro ai bisogni della gente di quel tempo, anche la nuova segue lo stesso metodo e viene incontro ai bisogni della gente del nostro tempo . La Chiesa, del resto, è fatta di uomini e la sua storia viene prima di noi. Ma ci sopravvive anche. Oggi la Chiesa ha bisogno anche di noi e dobbiamo farla camminare in avanti.

Il nuovo edificio di culto in realtà è al centro di un “progetto di vita parrocchiale”. Sotto l’aula principale vi sarà, infatti, anche un salone per la comunità e attorno alcuni locali per diversi usi. Solo in questo quadro più ampio si comprende e si giustifica allora anche una nuova aula per la preghiera. Ed infatti, poco alla volta, l’attenzione verso questa costruzione ha trovato tra i fedeli, e non solo, coesione e compartecipazione andando oltre i confini della comunità parrocchiale.

Tutte le parrocchie di Sesto San Giovanni, infatti, hanno deciso all’unanimità di rinunciare per 3 anni consecutivi alla quota di loro spettanza -proveniente per legge dall’8% delle opere d’urbanizzazione del Comune- devolvendo l’intera somma alla costruenda chiesa della Resurrezione. Si tratta solo di un piccolo gesto, che segnala però l’apprezzamento pubblico per il progetto inteso come propizio non solo per una porzione di territorio, bensì per l’intera comunità dei credenti di Sesto San Giovanni.

Don Gianfranco Zuffada
Parroco alla Resurrezione di Sesto San Giovanni

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