A Concesio l'Arcivescovo interviene al XIII Colloquio internazionale promosso dall'Istituto Paolo VI con una relazione sull'idea di matrimonio nella “Humanae vitae”

«La vocazione della famiglia (l’idea di matrimonio di Humanae vitae): quale antropologia soggiace all’enciclica di Paolo VI» è il tema dell’intervento che l’Arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, svolgerà sabato 24 settembre a Concesio (Bs), nell’ambito del XIII Colloquio internazionale «Per una Chiesa “esperta in umanità”. Paolo VI interprete del Vaticano II», promosso dall’Istituto Paolo VI. L’evento si tiene presso la sede dell’Istituto, sorta accanto alla casa natale di Giovanni Battista Montini. La vocazione familiare e il ruolo di evangelizzazione dei cristiani sposati sono al centro del pensiero del cardinale Scola, che su questo tema è tornato anche recentemente nelle indicazioni per l’apertura del nuovo anno pastorale.   

Continua così la serie dei Colloqui internazionali a cadenza triennale. Nel corso degli anni vi hanno preso parte studiosi provenienti da tutto il mondo, i quali hanno offerto il loro contributo allo studio del pensiero, dell’insegnamento e dell’opera di Paolo VI e del contesto storico ed ecclesiale in cui si collocano la sua vita e il suo pontificato. I dodici Colloqui tenuti a partire dal primo, dedicato all’Enciclica Ecclesiam Suam (1980), dei quali sono disponibili gli Atti editi dall’Istituto Paolo VI e dalle Edizioni Studium, hanno approfondito gli aspetti fondamentali del pontificato di Paolo VI, così come della formazione di Giovanni Battista Montini e del suo servizio ecclesiale.

Il XIII Colloquio internazionale si colloca in continuità con quello tenuto nel 2013, nel 50° dell’elezione di Paolo VI e della celebrazione del Concilio. Il XII Colloquio internazionale ha infatti voluto offrire un contributo alla riflessione sul significato del Vaticano II e sui criteri della sua interpretazione, proponendo un’analisi dei principali orientamenti della storiografia e dell’interpretazione teologica del Vaticano II e, in particolare, mettendo in luce lo stile pastorale di Paolo VI come elemento che contribuisce all’interpretazione dell’evento e dell’insegnamento del Vaticano II.

Sviluppando il tema studiato nel 2013, il XIII Colloquio intende in primo luogo rivolgere l’attenzione al carattere pastorale del Vaticano II e allo sforzo compiuto dal Concilio di mettere la Chiesa in sintonia con la realtà umana e con la storia contemporanea. Tale prospettiva generale, in un secondo momento, sarà sottoposta a verifica in riferimento ai temi dell’identità e della relazione tra uomo e donna, della famiglia e della vita, che costituiscono un ambito particolarmente sensibile in cui la missione della Chiesa è chiamata a misurarsi con i dati dell’antropologia e con i mutamenti che le vicende storiche e lo sviluppo culturale determinano in questo campo.

I temi oggetto della riflessione toccano un momento decisivo della storia della Chiesa contemporanea, quale è stato il Vaticano II, e intendono mettere in luce anzitutto il significato dell’insegnamento di Paolo VI al riguardo e il suo contributo all’interpretazione del Concilio. Questi temi hanno al tempo stesso un’indubbia attualità, come confermano la discussione che si è sviluppata attorno ai due Sinodi dei vescovi (2014 e 2015), che papa Francesco ha voluto dedicare ai temi del matrimonio e della famiglia, e l’enciclica Amoris laetitia nella quale il Pontefice ha raccolto i risultati dell’itinerario sinodale. In questo contesto ha assunto particolare rilievo la questione del rapporto tra la dottrina e l’azione pastorale della Chiesa che ha attraversato il dibattito sinodale e la sfida che le trasformazioni culturali e sociali in atto nel modo di interpretare la famiglia, la condizione femminile, la trasmissione della vita umana comportano per l’azione pastorale.

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