A 10 anni dall’assassinio a Iskenderun, la figura del religioso, Vicario apostolico dell’Anatolia, sarà ricordata in un convegno a Palazzo Reale, promosso da Diocesi, Comune di Milano e Cappuccini lombardi. In apertura intervento dell’Arcivescovo

di monsignor Paolo MARTINELLI
Vescovo ausiliare

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© Mariagrazia Zambon

Il 3 giugno 2010, dieci anni fa, nelle prime ore del pomeriggio, una notizia drammatica veniva fatta rimbalzare dai media di tutto il mondo: era stato barbaramente ucciso un frate cappuccino milanese, monsignor Luigi Padovese, Vicario apostolico in Anatolia, presidente della Conferenza Episcopale turca. «Ucciso l’uomo del dialogo», titolavano le notizie di agenzia. Alcuni giorni dopo, il 14 giugno, sarà l’allora Arcivescovo di Milano, il cardinale Dionigi Tettamanzi, suo personale amico, a celebrare i funerali in Duomo, gremito fino all’inverosimile.

Sabato 3 ottobre, alle 9.30, dopo il rinvio dovuto al lockdowm, nella sala convegni di Palazzo Reale a Milano, si terrà una significativa commemorazione di questo milanese illustre. L’Arcidiocesi ambrosiana, insieme al Comune di Milano e ai Frati Cappuccini lombardi, ha promosso l’evento culturale per ricordare la figura di questo religioso, nato nel 1947 nella Milano della ricostruzione post-bellica. Studioso dei Padri della Chiesa, è stato Ordinario di storia della spiritualità alla Pontificia Università Antonianum, oltre che ricercato conferenziere a livello internazionale. Nominato Vescovo da san Giovanni Paolo II l’11 ottobre 2004, Padovese, ispirandosi a San Giovanni Crisostomo, Vescovo antiocheno di Costantinopoli, aveva scelto come motto episcopale In Caritate Veritas (la Verità nell’Amore).

L’incontro commemorativo, moderato da monsignor Luca Bressan, vicario episcopale per la Cultura, la Carità, la Missione e l’Azione sociale, sarà aperto dalle parole dell’Arcivescovo monsignor Mario Delpini e del vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo, che presenteranno Luigi Padovese come milanese e figlio della Chiesa ambrosiana. Il ministro provinciale dei cappuccini, padre Angelo Borghino, ne ricorderà lo stile francescano. All’iniziativa interverrà anche il successore di monsignor Padovese, il gesuita monsignor Paolo Bizzeti, che illustrerà l’eredità del vescovo cappuccino nella situazione attuale della Chiesa in Turchia, dove è ancora amato e ricordato con gratitudine dalla gente. Ne tratteggerà la figura spirituale e culturale la professoressa Francesca Cocchini, dell’Università La Sapienza di Roma, studiosa delle origini cristiane e stretta collaboratrice di monsignor Padovese. Il professor Riccardo Redaelli, ordinario di Geopolitica e Storia e istituzioni dell’Asia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, offrirà una lettura dell’attuale condizione dei cristiani in Medio Oriente, in cui si colloca la figura e l’opera di monsignor Padovese. Media partner dell’iniziativa sono le Edizioni Terra Santa, che hanno recentemente ripubblicato le sue omelie e le lettere pastorali.

In tal modo si vuole rendere omaggio a una figura tanto attuale per il suo rigore di studioso, per la sua capacità di dialogo con tutti, credenti e non credenti, per il grande impegno ecumenico e interreligioso, testimoniato anche dall’amicizia profonda con Bartolomeo I e con esponenti del mondo musulmano. Significative risuonano ancora oggi le parole del cardinale Tettamanzi durante il funerale: «Chicco di grano caduto in terra è stata la vita di padre Luigi, che ha accolto come una chiamata della Provvidenza di Dio il suo ministero di Vescovo di Anatolia. In questa terra turca, che aveva tanto studiato, monsignor Padovese ha voluto inserirsi e lasciarsi macerare, amando questo nobile popolo».

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